Miyo - Un amore felino di Jun'ichi Satô, Tomotaka Shibayama - la recensione di FilmTv

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Mauro Gervasini dice che eXistenZ è il film da salvare oggi in TV.
Su Sky Cinema Suspense alle ore 22:45.

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Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

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L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

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La citazione

«Tutti i luoghi che ho visto, che ho visitato ora so ne sono certo: non ci sono mai stato. (Giorgio Caproni - Esperienza)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 26/2020

Miyo - Un amore felino


Regia di Jun'ichi Satô, Tomotaka Shibayama

A un baffo da te. Pardon, a un baffo di distanza, come da titolo internazionale (A Whisker Away): il baffo è quello della giovane Miyo, che ha un bel daffare a stringere le redini delle incasinate contingenze familiari mentre s’impegna a tenere alto l’onore del suo soprannome, MUGE, ossia Miss Ultra Goffa ed Enigmatica, appellativo assegnatole dai compagni di classe. Il nome a cui è più affezionata, però, è Taro: l’apostrofa così, affettuosamente, l’inconsapevole coetaneo Hinode quando la Nostra assume, per l’appunto, le sembianze di un soffice gatto bianco dagli occhi azzurri e i lunghi baffi, la cui compagnia il fanciullo apprezza tanto quanto lo stizzisce il buffo assillo della versione originale (umana) di Miyo. Il paragone è ormai abusato, ma è ancora al fenomeno Your Name. che Un amore felino guarda, nelle componenti e svolte narrative (i corpi che mutano sfuggendo alla propria realtà per ricongiungersi in reami impossibili, la conciliazione col proprio vero sé grazie alla coincidenza degli amorosi sensi), mentre il pacioso villain pare un Totoro incarognito e il regno nascosto dei mici richiama La ricompensa del gatto. Ma il film non vive soltanto di derivazioni: la robustezza della regia di Jun’ichi Satô, che ha un curriculum da far tremare i polsi (regista e/o curatore degli storyboard di svariate puntate, in ordine sparso, di: Sailor Moon, Neon Genesis Evangelion, Cowboy Bebop, Le situazioni di Lui & Lei), e del copione di Mari Okada, aiuto sceneggiatrice di lusso (Black Butler, Vampire Knight), assicurano la generale piacevolezza di questo teen romance fantasy. 

Miyo - Un amore felino (2020)
Titolo originale: Nakitai watashi wa neko wo kaburu
Regia: Jun'ichi Satô, Tomotaka Shibayama
Genere: Animazione - Produzione: Giappone - Durata: 104'

Sceneggiatura: Mari Okada
Musiche: Mina Kubota

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Fiaba Di Martino

Fiaba riceve in fasce un nome lezioso che le profetizza l'amore per le storie, nel cinema, sul cinema e del cinema: a dieci anni vota i film disegnando a matita i pollici di Film Tv accanto ai biglietti della multisala più bella di sempre, l'Arcadia; di lì a poco si innamora delle finestre di Hitchcock, degli occhi di Jean Gabin e dell'aplomb di Lauren Bacall, e lo urla al mondo prima dal giornalino scolastico del classico poi dai siti web (MyMovies, Players, PositifCinema, BestMovie.it), mentre frequenta corsi di scrittura alla Scuola Civica di Cinema milanese e scrive un libro su Xavier Dolan con la collega positivista Laura Delle Vedove. Lost in translation nello stereo totale, ritrova se stessa nella pioggia di Madison County, nelle lettere di Gramsci, nelle ferite di David Grossman, nelle urla liberatorie di Sion Sono, nelle risate di Shosanna Dreyfus, nei silenzi di Antonioni, nelle parole di Frances Ha («non sono ancora una vera persona») e nello spazio tra i titoli di testa e quelli di coda.

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