Nonostante la nebbia di Goran Paskaljevic - la recensione di FilmTv

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Dario Stefanoni dice che Car Wash - Stazione di servizio è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 12:25.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Il cinema è come un uomo a cavallo che arriva in una cittadina del West, e noi non sappiamo niente di lui. (Jean-Claude Carrière)»

scelta da
Marianna Cappi

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Recensione pubblicata su FilmTv 27/2020

Nonostante la nebbia


Regia di Goran Paskaljevic

Alla fine c’è un cartello: «Oltre 10 mila bambini migranti non accompagnati sono scomparsi in Europa negli ultimi tre anni. Questa cifra riguarda i bambini dei quali si sono perse le tracce dopo la registrazione presso le autorità europee. Circa la metà di questi sono scomparsi in Italia». È questa la nebbia del titolo. Ma prima? Prima c’è un’idea di questa nebbia, una storia emblematica, una paraboletta: un bimbo migrante solo e orfano («Si chiamano tutti Mohammed», come per Fassbinder «Alì») è accolto da due italiani (Finocchiaro + Tirabassi), che non ne denunciano la presenza alla legge. Sono genitori. E han perduto un figlio. Chiaro, no? Il confine tra altruismo e egoismo è sottile. Intorno alla neo(ri)nata famiglia c’è il fascismo quotidiano italiano, in guise cristiane e gesti leghisti. Paskaljevic parte da un soggetto di Filip David, insiste su una conflittualità religiosa che per lui è di casa (non lo sa che le chiese italiane, oggi, non sono piene come nel film), a tratti apre il suo faticoso, stanco, inadeguato realismo a una bolsa poesia surreale, e se cerca un distacco teatrale trova un linguaggio da sceneggiato tv. Di sicuro, comunque, sa che uno dei drammi d’oggi è il riconoscere e il rispettare l’alterità. E che per storie come questa non c’è lieto fine. È cinema d’autore vecchio, il suo, non antico: ma nella cantilena dei «film sui migranti» non segue lo stesso borioso ritornello, e quantomeno non svende sdegno e catarsi al nostro attuale mercato dei simboli. Al tempo di La polveriera era un regista importante. Oggi, nomade nell’Europa co-prodotta, esce nella nebbia dell’on demand, con nessun comunicato stampa a lanciarlo.

Nonostante la nebbia (2019)
Titolo originale: -
Regia: Goran Paskaljevic
Genere: Drammatico - Produzione: Italia/Serbia/Macedonia/Francia - Durata: 100'
Cast: Donatella Finocchiaro, Giorgio Tirabassi, Ali Mousa Sarhan, Francesco Acquaroli, Francesca Cutolo, Anna Galiena, Luigi Diberti, Tamara Aleksic, Pino Calabrese, Engy Riead
Sceneggiatura: Goran Paskaljevic

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