MILF di Axelle Laffont - la recensione di FilmTv

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Mauro Gervasini dice che eXistenZ è il film da salvare oggi in TV.
Su Sky Cinema Suspense alle ore 22:45.

Scompare a 90 anni l'attore feticcio di Ingmar Bergman, indimenticabile in Il settimo sigillo , in seguito “rubato” da Hollywood per ruoli memorabili. A cominciare da padre Merrin in L’esorcista. Riproponiamo l'articolo pubblicato su Film Tv in occasione del suo ottantesimo compleanno.

Si sta trasformando il dibattito su un tema maledettamente serio come il razzismo nella solita farsa. Per una volta, però, non siamo solo noi italiani a sfidare il senso del ridicolo, visto che una catena di supermercati svizzera ha deciso di ritirare i mitici Moretti solo perché si chiamano così. Ai Moretti Tommaso Labranca dedicò un suo Collateral nel 2011, urgente e formidabile oggi più di ieri.

Su Film Tv n° 23 abbiamo dedicato un Serial Graffiti all'universo di True Detective . Qui vi riproponiamo la recensione della prima stagione.

L'esorcista di William Friedkin è in streaming su Prime Video

Una delle uscite (annullate) del mese è un film di un autore spesso segnalato nella nostra rubrica Scanners. Doppia pelle di Quentin Dupieux era programmato per il 19 marzo. Recuperiamone un altro, tra i suoi, mai arrivato in Italia.

La citazione

«Life... don't talk to me about life...»

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Alice Cucchetti

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Recensione pubblicata su FilmTv 31/2020

MILF


Regia di Axelle Laffont

Mai dire MILF. Se poi le si confonde con le cougar, che sono aggressive, mentre le “Mother I’d Like to Fuck” sono più dolcemente passive. Questo si teorizza in un dialogo tra le tre belle quarantenni in Costa Azzurra per vendere la casa di una di loro (Virginie Ledoyen; il tempo passa per tutti…) e i tre giovani torelli che, in modi e con tempi diversi, onoreranno l’acronimo. È il selling point del film, inutile scandalizzarsi. Piuttosto, l’inizio fa presagire il peggio, con le protagoniste in autostrada alle prese con due machi ai quali la più scatenata (Axelle Laffont, anche regista e co-sceneggiatrice) mostra le tette, l’equivalente femminile, s’immagina, del sedere maschile in situazioni del genere. Aleggia, insomma, il fantasma della commediaccia delle cattive ragazze, uno degli esiti più mortiferi di tanta emancipazione femminile tra cinema e serie tv, da Sex and the City in poi. E, invece, si finisce più cautamente nel rotocalco rosa da brava signora (ma non troppo), con tre situazioni perfette da posta del cuore: una si mette con il playboy impenitente (e ci rimane male quando finisce), una con il bravo ragazzo (ci rimane male lui), una con l’ex babysitter dei figli (e forse proseguirà). Ovviamente, tutto scontatissimo: la gelosia velenosa delle fidanzate coetanee dei ragazzi, la mediocrità dei maschi maturi (sempre e comunque pessimi), le gioie del sesso, ma poi l’inconciliabilità dei gusti (anche pop: «Ciao, David Hasselhoff!»; «Chi è David Hasselhoff?»), l’arrivo di una figlia adolescente che mette in prospettiva le questioni anagrafiche. E pure, a più riprese, tra peni nel calzino e tentativi di squirting, la frase-panacea «non voglio che tu soffra». Non vale per gli spettatori, purtroppo. 

I 400 colpi

MC
4
AC
4
MG
4
FM
0
RMO
4
LP
4
RS
5
media
4.1
MILF (2018)
Titolo originale: MILF
Regia: Axelle Laffont
Genere: Commedia - Produzione: Francia/Belgio - Durata: 101'
Cast: Marie-Joseé Croze, Virginie Ledoyen, Axelle Laffont, Waël Sersoub, Matthias Dandois, Victor Meutelet, Rémi Pedevilla, Florence Thomassin, Jéromine Chasseriaud, Mitty Hazanavicius
Sceneggiatura: Jérôme L'hotsky, Stéphane Kramer, Axelle Laffont, Jean-François Halin

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Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.

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