Padrenostro di Claudio Noce - la recensione di FilmTv

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Giulio Sangiorgio dice che Gli indocili è il film da salvare oggi in TV.
Su Rai3 alle ore 01:15.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

Dopo dieci anni di lavorazione e le prime première europee, i film del progetto DAU vengono resi disponibili al pubblico on demand: addentriamoci in questa opera colossale, analizzando i primi cinque film noleggiabili online.

La citazione

«Ognuno prende i limiti del suo campo visivo per i confini del mondo. (Arthur Schopenhauer)»

scelta da
Simone Arcagni

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Recensione pubblicata su FilmTv 38/2020

Padrenostro


Regia di Claudio Noce

Ispirato a un evento autobiografico: nel 1976 il padre del regista, Alfonso, vicequestore, subisce un attentato da parte del Nucleo armati proletari, in cui muoiono il poliziotto Prisco Palumbo e il terrorista Martino Zicchitella. Alfonso si salva. Claudio non ha ancora due anni. Valerio, il protagonista di Padrenostro, ne ha dieci. Il film non è un esorcismo. È un’opera taumaturgica nei confronti della storia propria e del paese. Valerio è testimone dell’attentato, lo vede, lo sente, eppure gli adulti gli nascondono il contesto, non lo spiegano, lo negano, lo cancellano: non sono cose per bambini. La paura, se non s’ancora da nessuna parte, non si ferma. Noce si muove pedinando il protagonista, è tanto vicino da non poter distinguere realtà e fantasia, e condivide questo dubbio, questo timore, questi spettri, con lo spettatore: stretto sul sapere ristretto del bimbo, fa risuonare l’angoscia del fuoricampo, esalta l’andamento emotivo con un coerente infantilismo formale, colmo di ralenti ed euforie musicali, efficacemente muscolare, pacchianamente spettacolare, eccessivamente patetico. Il punto è l’indecidibilità della figura di Christian, quattordicenne che appare a Valerio, e scompare, e così via, oltre le soglie del dato realistico, oltre il concetto di verosimile e Storia: non è solo un amico immaginario, è un rimosso, un fratello negato, un punto di vista non considerato, un doppio fatto della stessa sostanza del protagonista. Un film di riunificazione tra uomini, che vuole ricomporre una ferita politica, ma che può farlo solo qui: in una storia di fantasmi negli occhi di un bimbo innocente, in un freeze frame impossibile che non teme il pessimo gusto.

I 400 colpi

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6
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2
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4
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5
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7
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media
4.7
Padrenostro (2020)
Titolo originale: -
Regia: Claudio Noce
Genere: Drammatico - Produzione: Italia - Durata: 122'
Cast: Pierfrancesco Favino, Barbara Ronchi, Mattia Garaci, Francesco Gheghi, Francesco Colella, Marco Pancrazi, Antonio Gerardi, Eleonora De Luca, Anna Maria De Luca, Mario Pupella
Sceneggiatura: Claudio Noce, Enrico Audenino

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Padrenostro» Cinerama (n° V0/2020)

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