Easy Living - La vista facile di Orso Miyakawa, Peter Miyakawa - la recensione di FilmTv

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Simone Arcagni

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Recensione pubblicata su FilmTv 38/2020

Easy Living - La vista facile


Regia di Orso Miyakawa, Peter Miyakawa

Camilla, studentessa universitaria, contrabbanda medicinali sulla frontiera italofrancese, sotto gli occhi curiosi dell’impacciato fratellastro quattordicenne Brando. Tra i clienti della piratessa bionda c’è l’immigrato Elvis, che appostato su una sedia pieghevole osserva la costa e il punto inavvertibile, a un tiro di schioppo, in cui Ventimiglia diventa Francia, un valico invisibile ma insormontabile, per lui, migrante senzatetto clandestino con moglie incinta che lo attende a Parigi. È il quarto incomodo, Don, istruttore americano di tennis sciupafemmine e sciupatele (è con lo sfoggio dell’innato estro artistico che seduce le pur maritate discepole), anche lui bloccato in uno spazio di transito tutto mentale, in un esistenziale giorno della marmotta, a suggerire un piano per passare quel confine. Confine che, naturalmente, sta anche per una stasi, una paura, o un’età: intervengono, nel lungo d’esordio dei fratelli Miyakawa (vissuti fra Tokyo, Torino, Milano e gli Usa), anche il coming of age (puntuale per Brando, tardivo per Don) e il romance (per Don e Camilla), mentre la denuncia, e il dramma d’impetuosa attualità di cui è informato, si fa da sé, nel paradosso del confine effettivo, materiale, nell’assurdo inevitabilmente comico dei vari escape plan, nella surrealtà dei siparietti vacanzieri scemotti che volteggiano attorno. Senza una sbavatura di tono, elusi i rischi di inciampare nei pressi della favola edificante, Easy Living sta coi piedi ben piantati a terra, molleggiato con grazia strampalata, interpreti impeccabili e precisione di sguardo.

Easy Living - La vista facile (2020)
Titolo originale: -
Regia: Orso Miyakawa, Peter Miyakawa
Genere: Commedia - Produzione: Italia - Durata: 93'
Cast: Manoel Hudec, James Miyakawa, Alberto Boubakar Malanchino, Brando Facente, Giorgio Serra, Camilla Semino Favro
Sceneggiatura: Orso Miyakawa, Peter Miyakawa

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Fiaba Di Martino

Fiaba riceve in fasce un nome lezioso che le profetizza l'amore per le storie, nel cinema, sul cinema e del cinema: a dieci anni vota i film disegnando a matita i pollici di Film Tv accanto ai biglietti della multisala più bella di sempre, l'Arcadia; di lì a poco si innamora delle finestre di Hitchcock, degli occhi di Jean Gabin e dell'aplomb di Lauren Bacall, e lo urla al mondo prima dal giornalino scolastico del classico poi dai siti web (MyMovies, Players, PositifCinema, BestMovie.it), mentre frequenta corsi di scrittura alla Scuola Civica di Cinema milanese e scrive un libro su Xavier Dolan con la collega positivista Laura Delle Vedove. Lost in translation nello stereo totale, ritrova se stessa nella pioggia di Madison County, nelle lettere di Gramsci, nelle ferite di David Grossman, nelle urla liberatorie di Sion Sono, nelle risate di Shosanna Dreyfus, nei silenzi di Antonioni, nelle parole di Frances Ha («non sono ancora una vera persona») e nello spazio tra i titoli di testa e quelli di coda.

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