Ritrova te stesso di Emmanuel Osei-Kuffour - la recensione di FilmTv

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Giulio Sangiorgio dice che Gli indocili è il film da salvare oggi in TV.
Su Rai3 alle ore 01:15.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

Dopo dieci anni di lavorazione e le prime première europee, i film del progetto DAU vengono resi disponibili al pubblico on demand: addentriamoci in questa opera colossale, analizzando i primi cinque film noleggiabili online.

La citazione

«What happened to Gary Cooper? The strong, silent type. That was an American. He wasn’t in touch with his feelings. He just did what he had to do. (David Chase - The Sopranos)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 41/2020

Ritrova te stesso


Regia di Emmanuel Osei-Kuffour

Lo spunto di partenza pare quello di un episodio di Ai confini della realtà aggiornato ai tempi dei visori VR (quindi, Ai confini della realtà virtuale? In parole povere, Black Mirror): un uomo si risveglia dopo il coma affetto da totale amnesia, incapace di accudire la figlioletta e in preda ad attacchi d’ira che, tutti gli dicono, prima non ha mai avuto. L’unica ombra dal suo passato è una visione inquietante che lo tormenta, per questo accetta di sottoporsi a un trattamento all’avanguardia che dovrebbe farlo accedere alla black box del titolo originale, la scatola nera della sua memoria, in una sorta di viaggio in realtà aumentata fra i ricordi, esplorati restando inchiodato a una poltrona. Il primo titolo del pacchetto di tv movie Welcome to the Blumhouse (diretto da un esordiente nel lungo, come pure Evil Eye e Nocturne, in arrivo il 13/10/2020; nel poker di film fa eccezione La bugia, diretto da Veena Sud e rimasto “congelato” dal 2018) prova a giocare col perturbante delle nuove tecnologie e con la possibilità di “uploadare” una coscienza, ma spara sempre a salve, complice una sceneggiatura telefonata e una messa in scena esile (dove l’elemento horror dell’apparizione disarticolata deve troppo alla tradizione nipponica e allo Svertebrato di Scary Stories to Tell in the Dark). Alla fine ciò che si apprezza di più sono le strizzatine d’occhio meta: la sfacciataggine di chiamare Nolan un protagonista affetto da amnesia e l’idea audacemente scorretta di mettere Phylicia Rashad, nell’immaginario collettivo consorte finzionale di Bill Cosby, nei panni di una mad doctor che letteralmente agisce sui pazienti dopo averli ipnotizzati.

Ritrova te stesso (2020)
Titolo originale: Black Box
Regia: Emmanuel Osei-Kuffour
Genere: Horror - Produzione: Usa - Durata: 100'
Cast: Mamoudou Athie, Phylicia Rashad, Amanda Christine, Tosin Morohunfola, Charmaine Bingwa, Donald Elise Watkins, Troy James, Nyah Marie Johnson
Sceneggiatura: Wade Allain-Marcus, Stephen Herman, Emmanuel Osei-Kuffoor

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Ilaria Feole

Ilaria Feole è nata nell’anno di Il grande freddo, Il ritorno dello Jedi e Monty Python – Il senso della vita e tutto quello che sa l’ha imparato da questi tre film. Scrive di cinema e televisione per Film Tv e  Spietati.it. È autrice della monografia Wes Anderson - Genitori, figli e altri animali edita da Bietti Heterotopia.

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