Lockdown all'italiana di Enrico Vanzina - la recensione di FilmTv

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Ilaria Feole dice che Il Padrino è il film da salvare oggi in TV.
Su Sky Cinema Due alle ore 21:15.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«sarà mica la maniera di lavorare… non si lavora così dai… ogni lavoro anche il più banale necessita di un minimo di regia»

scelta da
Andrea Bellavita

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Recensione pubblicata su FilmTv 42/2020

Lockdown all'italiana


Regia di Enrico Vanzina

La casa è stata spesso fondamentale nel cinema dei Vanzina. Un luogo anche claustrofobico, alla Polanski, dove emergono conflitti ma anche il rito, la nostalgia e la memoria; come è accaduto, per esempio, in Il pranzo della domenica e in Il cielo in una stanza. Proprio in un film dove la casa poteva rivestire una funzione decisiva, Lockdown all’italiana perde di vista l’obiettivo. La convivenza forzata, gli spazi condivisi, l’appartamento come trappola vengono mostrati solo superficialmente ed è lontana l’intensità della guerra domestica di un film come La guerra dei Roses, forse il primo esempio anticipatore di un cinema sugli effetti del COVID-19. Eppure il potenziale narrativo, teoricamente, c’era. Tutto comincia l’8 marzo quando, in seguito al DPCM del premier Conte, il lockdown viene esteso a tutto il territorio nazionale. Nello stesso giorno, a Roma, due coppie sono sul punto di lasciarsi. Mariella, una donna ricca, scopre il tradimento del marito avvocato Giovanni con Tamara, una ragazza che abita in periferia col fidanzato Walter che, pressoché contemporaneamente, viene a conoscenza della sua relazione clandestina. Poteva essere uno schema per un film a episodi degli anni 70. Gli sketch però appaiono stanchi e ripetitivi, nonostante la bravura di Paola Minaccioni. E Lockdown all’italiana sembra più la bozza della sceneggiatura di un film che si deve ancora fare. La mano di Enrico Vanzina si vede nell’amarezza di fondo e in un finale-beffa, con tracce di quella cattiveria della commedia all’italiana. Ma sono soltanto lampi intermittenti in un film troppo debole. 

I 400 colpi

PA
5
MC
7
SE
4
MM
2
FM
1
RMO
7
LP
4
GS
4
media
4.2
Lockdown all'italiana (2020)
Titolo originale: -
Regia: Enrico Vanzina
Genere: Commedia - Produzione: Italia - Durata: 90'
Cast: Ezio Greggio, Paola Minaccioni, Ricky Memphis, Martina Stella, Riccardo Rossi, Biagio Izzo, Maurizio Mattioli, Enzo Salvi, Gaia Insenga, Romina Pierdomenico
Sceneggiatura: Enrico Vanzina

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Simone Emiliani

Direttore artistico di Valdarno Cinema Fedic, collabora con Sentieri Selvaggi, Film Tv, Cineforum e Filmcritica. Tra le varie pubblicazioni, i volumi Walter Hill (scritto con Mauro Gervasini, ed. Falsopiano), Dustin Hoffman (ed. Gremese) e Fughe da Hollywood, scritto con Carlo Altinier (ed. Le Mani).

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