I predatori di Pietro Castellitto - la recensione di FilmTv

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Giulio Sangiorgio dice che Gli indocili è il film da salvare oggi in TV.
Su Rai3 alle ore 01:15.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

Dopo dieci anni di lavorazione e le prime première europee, i film del progetto DAU vengono resi disponibili al pubblico on demand: addentriamoci in questa opera colossale, analizzando i primi cinque film noleggiabili online.

La citazione

«Il cinema è come un uomo a cavallo che arriva in una cittadina del West, e noi non sappiamo niente di lui. (Jean-Claude Carrière)»

scelta da
Marianna Cappi

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Recensione pubblicata su FilmTv 42/2020

I predatori


Regia di Pietro Castellitto

Secondo Pietro Castellitto I predatori è un film antiborghese, non un film antifascista. Ci sono i proletari fasci di Ostia che dietro l’aria da cafoni nascondono un po’ di umanità (e poco importa il gioco metanarrativo che dovrebbe stabilire una distanza ironica nella morale del film) e ci sono i ricchi intellettuali di Roma che nonostante facciano cose buone e giuste - curano malattie, girano film, studiano filosofia - rimangono immancabilmente stronzi. Più che un film “anti” qualcosa (e comunque non si capisce su quale base oggi come oggi un presunto proclama antiborghese dovrebbe avere valore in sé e per sé), I predatori è un film immobilista: dichiara la complementarità delle forze in campo nella lotta di classe contemporanea e si limita a metterne in scena con disprezzo la commedia di scambi e favori. È vero, c’è del talento: specie per i tempi comici e per la volontà di scombinare le scene con azioni improvvise e paradossali. Ed è vero che non siamo di fronte a un nuovo Ferie d’agosto, perché i due mondi a confronto si toccano tangenzialmente e nessuno fa lo sforzo di litigare o capirsi. Semplicemente, i personaggi rappresentano le forze ottuse che determinano la Storia: lo si sente pure dire in un dialogo. Ci pensa infatti lo stesso Castellitto a dimostrare di capire fin troppo bene il suo film, muovendo le pedine da demiurgo e trasformando il cazzeggio in regola antinarrativa. I predatori potrebbe essere la versione concettuale di un film anni 90, ma le cerimonie di Chabrol, mutatis mutandis, andavano fino in fondo: qui, invece, ci si limita a far deflagrare il nulla e a spacciarlo per sberleffo politico.

I 400 colpi

PA
7
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5
FDM
8
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4
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6
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4
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7
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3
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6
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7
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5
media
5.5
I predatori (2020)
Titolo originale: -
Regia: Pietro Castellitto
Genere: Grottesco - Produzione: Italia - Durata: 109'
Cast: Massimo Popolizio, Pietro Castellitto, Manuela Mandracchia, Giorgio Montanini, Dario Cassini, Nando Paone, Vinicio Marchioni
Sceneggiatura: Pietro Castellitto

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Roberto Manassero

Roberto Manassero lavora come selezionatore al Torino Film Festival, è capo-redattore del sito www.cineforum.it e collaboratore delle riviste Film Tv e Doppiozero. Ha scritto un libro su P.T. Anderson, uno su Hitchcock e uno sul melodramma hollywoodiano. Tra i curatori del programma del Circolo dei lettori di Novara, tiene lezioni di cinema in scuole, musei e associazioni cultura.

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