On the Rocks di Sofia Coppola - la recensione di FilmTv

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Giulio Sangiorgio dice che Gli indocili è il film da salvare oggi in TV.
Su Rai3 alle ore 01:15.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

Dopo dieci anni di lavorazione e le prime première europee, i film del progetto DAU vengono resi disponibili al pubblico on demand: addentriamoci in questa opera colossale, analizzando i primi cinque film noleggiabili online.

La citazione

«Il cinema è come un uomo a cavallo che arriva in una cittadina del West, e noi non sappiamo niente di lui. (Jean-Claude Carrière)»

scelta da
Marianna Cappi

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Recensione pubblicata su FilmTv 43/2020

On the Rocks


Regia di Sofia Coppola

«Credo di stare diventando sordo» dice babbo Felix, ricco gallerista, seduttore impenitente, amante del bel vivere. «Davvero?!» risponde ansiosa la figlia Laura, scrittrice col blocco, mamma di due bimbe, moglie di un uomo che, stando agli indizi raccolti, forse la tradisce. «Sento tutto benissimo, tranne le voci delle donne», chiarisce sornione Felix, ovvero un Bill Murray mai così bravo e canagliescamente affascinante. E in fondo il problema è tutto lì: non solo nel fatto che Felix non riesca a sentire le donne (né gli sia mai stato necessario per sedurle), ma soprattutto nel fatto che anche Laura è ormai incapace di ascoltare la propria voce di donna. Smarrita nel mezzo di un libro che ha venduto prima di scrivere e in un matrimonio di cui non riconosce più la forma, si lascia trascinare dal padre in un’indagine improvvisata, in cui pedinano il marito presunto fedifrago come maldestri detective, dalle vie di New York alle spiagge del Messico. Una commedia con guizzi screwball che rimbalza da un cocktail all’altro in una Grande mela radiosa anche di notte, fotografata in gustoso 35 mm: il film fa parte dell’accordo tra A24 e Apple, stipulato ben prima dell’emergenza sanitaria, e in Usa è stato distribuito anche in sala; ogni sua inquadratura chiama il grande schermo. Animato dal vulcanico personaggio di Bill Murray (e dalla sua ormai rodata complicità con la regista, che sa indugiare sulla sua impassibile faccia di bronzo per il tempo sufficiente a rivelarne crepe di emotività lancinante): uno che sullo scaffale ha foto di sé con Warhol e Obama, che porta caviale come snack per un appostamento, che non deve preoccuparsi se infrange limiti sfrecciando sulla Giulietta Spider rosso fuoco, perché saprà cucinarsi a puntino, col suo carisma, qualsiasi sbirro. Un padre colto, geniale, ingombrante: ne sa qualcosa Sofia Coppola, che torna a raccontare le sfumature dell’amore filiale dopo Somewhere, e ne sa qualcosa pure la protagonista Rashida Jones, figlia della leggenda della black music Quincy. Per questo il “giallo” sul tradimento rivela la sua natura di MacGuffin: in uno dei suoi film più “semplici” e sinceri, Coppola mette in scena il dilemma di una donna talentuosa e pragmatica, che si trova tuttavia ad ammettere di essere sempre, in qualche modo, appartenuta a un uomo, di aver sempre messo al primo posto il bisogno dell’altro di essere amato, compreso, desiderato. «I braccialetti sono un promemoria dei tempi in cui le donne erano proprietà degli uomini» sentenzia Felix guardando il polso di Laura, su cui prima il padre e poi il marito fanno scivolare simbolici orologi, in un movimento circolare che ricorda i tanti “giri a vuoto” del cinema di Sofia Coppola (dal turismo coatto di Lost in Translation ai cerchi nel deserto della Ferrari di Somewhere). On the Rocks mette in scena una possibile contrattazione, un compromesso tra possesso e solitudine, un’ipotesi di ascolto che superi le inconciliabili differenze tra le frequenze della voce femminile e di quella maschile. Un’illusione, certo; un paradosso felice, come quell’opera d’arte fatta di «rocce leggere come piume» di cui parla a Felix un’altra collezionista, le vere rocks del titolo.

I 400 colpi

PMB
7
MC
10
AC
8
SE
8
IF
8
MG
6
RM
6
RMO
7
LP
6
ES
5
GS
7
RS
10
FT
6
media
6.9
On the Rocks (2020)
Titolo originale: On the Rocks
Regia: Sofia Coppola
Genere: Commedia - Produzione: Usa - Durata: 96'
Cast: Rashida Jones, Bill Murray, Marlon Wayans, Jenny Slate, Jessica Henwick
Sceneggiatura: Sofia Coppola

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Ilaria Feole

Ilaria Feole è nata nell’anno di Il grande freddo, Il ritorno dello Jedi e Monty Python – Il senso della vita e tutto quello che sa l’ha imparato da questi tre film. Scrive di cinema e televisione per Film Tv e  Spietati.it. È autrice della monografia Wes Anderson - Genitori, figli e altri animali edita da Bietti Heterotopia.

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