Zeroville di James Franco - la recensione di FilmTv

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Ilaria Feole dice che Una giornata particolare è il film da salvare oggi in TV.
Su Sky Cinema Due alle ore 23:25.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Guardatevi da tutte le imprese che richiedono vestiti nuovi (H.D. Thoreau)»

scelta da
Carolina Crespi

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Recensione pubblicata su FilmTv 47/2020

Zeroville


Regia di James Franco

Scritto dal romanziere e critico cinematografico Steve Erickson come un teorema sul potere della settima arte e un atto d’accusa ai blockbuster che dagli anni 70 hanno cambiato le regole, Zeroville (Bompiani) è un trip fra i fotogrammi e lo scintillio vacuo di Los Angeles. James Franco lo fa suo, entusiasta di calarsi nei panni di Vikar, giovanotto «autistico, nel senso che vive e respira cinema» che sulla crapa rasata ha tatuato Liz Taylor e Montgomery Clift in Un posto al sole e che con lo schermo ha un rapporto di simbiosi carnale, presto sostanziato nell’amour fou per Soledad, attrice del Vampyros lesbos di Jesús Franco. Solo uno degli innumerevoli fantasmi cinematografici che popolano il film, dove Seth Rogen/John Milius punta la pistola in fronte a George Lucas, si fluttua dal set di Love Story a quello di Apocalypse Now e Franco/Vikar apprende l’arte del montaggio (anche Walter Murch è citato), decidendo di uccidere la continuità che affligge il cinema puro. Ne esce un’ennesima, funerea odissea metacinematografica dopo (ma attenzione: Zeroville è stato girato ben prima, nel 2014) quelle di Under the Silver Lake e C’era una volta a... Hollywood (si inizia con Vikar accusato dell’omicidio di Sharon Tate), un drogato lungo addio che nulla teme, nemmeno di accostare il volto siliconato di Megan Fox a quello di Renée Falconetti. Un altro capitolo della (sgangherata, arrogante, sì; ma sincera sino al naïf) storia del cinema secondo James Franco (dopo The Disaster Artist e The Pretenders) con idee di casting folli (non accreditato, uno strepitoso Will Ferrell) e una debordante, anche commovente, fiducia nel cinema come arte salvifica.

I 400 colpi

IF
5
MG
4
RMO
4
media
5.0
Zeroville (2019)
Titolo originale: Zeroville
Regia: James Franco
Genere: Grottesco - Produzione: Usa - Durata: 92'
Cast: James Franco, Megan Fox, Seth Rogen, Jacki Weaver, Joey King, Dave Franco, Craig Robinson, Vince Jolivette, Scott Reed, Gus Van Sant
Sceneggiatura: Paul Felten, Ian Olds

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Ilaria Feole

Ilaria Feole è nata nell’anno di Il grande freddo, Il ritorno dello Jedi e Monty Python – Il senso della vita e tutto quello che sa l’ha imparato da questi tre film. Scrive di cinema e televisione per Film Tv e  Spietati.it. È autrice della monografia Wes Anderson - Genitori, figli e altri animali edita da Bietti Heterotopia.

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