10 giorni con Babbo Natale di Alessandro Genovesi - la recensione di FilmTv

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Simone Emiliani dice che Chinese Box è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 12:55.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Tutti i luoghi che ho visto, che ho visitato ora so ne sono certo: non ci sono mai stato. (Giorgio Caproni - Esperienza)»

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Pedro Armocida

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Recensione pubblicata su FilmTv 49/2020

10 giorni con Babbo Natale


Regia di Alessandro Genovesi

Nella fabbrica florida e vivace dei remake all’italiana, i loro sequel sono anche più interessanti, perché, liberandosi dei film originali, si avventurano lungo strade inedite e persino suggestive. 10 giorni con Babbo Natale segue 10 giorni senza mamma (per inciso, tra i maggiori successi italiani in sala del 2019), ma, dopo un incipit che ribadisce lo status quo posto dalla fine del primo film (papà Fabio De Luigi mammo suo malgrado con tre figli, mamma Valentina Lodovini neo-donna in carriera), con qualche gustoso gag sull’inversione dei ruoli familiari, si rifiuta di rifare Mani di fata e va altrove. Un po’ era già successo, in fondo, con La peggior settimana della mia vita, remake in film di una sitcom BBC, sempre protagonista De Luigi e regista Genovesi per Colorado Film, con un sequel “natalizzato”, anche lì con l’inserzione di Diego Abatantuono. Ma qui la deviazione è più marcata, la commedia per tutta la famiglia con leggere ricadute sull’attualità, micro-specialità Colorado-Medusa, si butta nel road movie vagamente surreale, con un viaggio di famiglia in camper in Svezia per accompagnare la mamma a un importante appuntamento di lavoro e passare comunque il Natale tutti insieme, salvo investire Babbo Natale (Abatantuono, più wellesiano che mai). È lui o non è lui? Solo il finale lo dirà, non prima di aver sanato, da buon christmas movie, ogni ferita e incomprensione, con un’abbuffata di buoni sentimenti e gag Disney style. Sullo sfondo, impallati dal corpaccione di Diego/Santa Claus (che sembra provenire dallo stesso universo della Befana Cortellesi di qualche anno fa), s’intravedono tanti film possibili, ma si sceglie quello più scontato e facile. Va bene così. Quello voleva e doveva essere.

I 400 colpi

PA
6
MC
5
IF
6
FM
2
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6
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5
GS
5
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6
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5
media
5.1
10 giorni con Babbo Natale (2020)
Titolo originale: -
Regia: Alessandro Genovesi
Genere: Commedia - Produzione: Italia - Durata: 96'
Cast: Fabio De Luigi, Valentina Lodovini, Diego Abatantuono, Angelica Elli, Matteo Castellucci, Bianca Usai, Nana Funabiki, Niccolò Tredese, Beatrice Barichella
Sceneggiatura: Alessandro Genovesi

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Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.

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