La belva di Ludovico Di Martino - la recensione di FilmTv

facebook_0.png
twitter.png
Instagram.png
Oggi Free
Simone Emiliani dice che Chinese Box è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 12:55.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«sarà mica la maniera di lavorare… non si lavora così dai… ogni lavoro anche il più banale necessita di un minimo di regia»

scelta da
Andrea Bellavita

cinerama
9616
servizi
4215
cineteca
3372
opinionisti
2301
locandine
1115
serialminds
1099
scanners
522
Recensione pubblicata su FilmTv 49/2020

La belva


Regia di Ludovico Di Martino

Manco a farlo apposta, dopo Castellitto usato (bene) come villain in Il talento del calabrone, ecco - sempre su piattaforma (non è detto che sia un male, rispetto a un’uscita in sala magari anonima e grama) - Fabrizio Gifuni, rasato e con barbone, un po’ Bruce Willis e un po’ Rasputin, ex capitano delle forze speciali, svalvolato dopo le torture subite in missione e sotto sedativi per restare calmo, guardato con inquietudine dai suoi stessi familiari. Quando gli rapiscono la figlia, riemerge la “belva”, la macchina di morte che cova sotto lo sguardo fisso. Facile lasciarsi andare a paragoni, non sempre sensati, complice la straordinaria interpretazione anche fisica di Gifuni: certo, c’è l’ombra lunga dei revenge movie à la Liam Neeson, Io vi troverò e compagnia bella, ma Rambo è meglio lasciarlo stare (anche se il protagonista si ricuce da solo la pancia ferita). Forse, il fratello in armi ideale di Leonida (nomen omen!) è il Joaquin Phoenix reduce traumatizzato in A Beautiful Day - You Were Never Really Here. Come a dire, l’esercizio sul genere, ma anche il suo superamento, che pare la filosofia delle produzioni di Matteo Rovere (e la sua Groenlandia, qui con Warner Italia) e Andrea Paris. Di Martino se la cava nelle scene d’azione, i comprimari sono credibili, Pennacchi criminale sopra le righe è notevole (ma che errore dargli pochissimo spazio e liquidarlo al volo!), la possibilità che (ri)facciamo cinema di genere credibile (ed esportabile!) con i nostri migliori attori, sfibrati da anni di film d’autore senza capo né coda e commediole fotocopia, è sempre più concreta. Però il ritmo qua e là s’inceppa, l’energia, innegabile, non sempre è ben orientata. Ancora un piccolo sforzo!

I 400 colpi

PMB
0
MC
5
IF
4
MG
4
FM
1
RMO
6
LP
5
GS
5
RS
5
media
4.5
La belva (2020)
Titolo originale: -
Regia: Ludovico Di Martino
Genere: Azione/Drammatico - Produzione: Italia - Durata: 97'
Cast: Fabrizio Gifuni, Lino Musella, Monica Piseddu, Andrea Pennacchi, Emanuele Linfatti, Giada Gagliardi, Nicolò Galasso, Giacomo Colavito, Gianmarco Vettori, Andrei Nova
Sceneggiatura: Claudia De Angelis, Ludovico Di Martino, Nicola Ravera

Pallini di FilmTv

Humour
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo

Vuoi vedere il film in streaming?


Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.

FilmTv.Press è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963 - Registrazione Tribunale di Milano n° 109 del 6 maggio 2019
Credits - Contatti - Supporto tecnico
Privacy Policy