Ve ne dovevate andare di David Koepp - la recensione di FilmTv

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Ilaria Feole dice che Ricomincio da tre è il film da salvare oggi in TV.
Su Sky Cinema Comedy HD alle ore 22:35.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Un colpo solo (Michael Cimino - Il cacciatore)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 50/2020

Ve ne dovevate andare


Regia di David Koepp

Se un film comincia con un risveglio improvviso da un incubo, vuol dire che difficilmente vivremo una storia docile; se inizia con due, perché uno contiene anche l’altro, non solo vuol dire che sarà anche peggio, ma che l’intreccio familiare (figlia e padre) avrà tormenti paralleli incontrollabili. Dopo vent’anni tornano gli Echi mortali, che condivisero il regista (e ben più solido sceneggiatore) David Koepp e Kevin Bacon, di nuovo alle prese con storie di fantasmi, sospetti, ossessioni. Il labirinto di una casa, il labirinto della mente: la simbologia di Koepp è abbastanza elementare e dilaga continuamente, tra fratture di coppia (lui ex broker in pensione, lei - Amanda Seyfried - assai più giovane e attrice), sensi di colpa (lui è stato assolto dall’aver ucciso la sua prima compagna), separazioni temporanee (lei ammette di avere un’alternativa sentimentale), fughe di padre e figlia nella notte e un po’ di presenze fantasmatiche che si riveleranno nel consueto gioco di specchi. Siamo in Galles, durante una vacanza della famigliola, all’interno di una casa dalla gelida perfezione come da depliant, ovviamente isolata, con un’architettura esterna inquietante già da lontano. In realtà la casa non ha un “corpo” certo: si apre continuamente in ulteriori piani e corridoi, dove tra salti temporali e visioni oniriche, a essere angoscianti sono gli scompensi del proprio pensiero. Tratto da un romanzo di David Kehlmann e di produzione Blumhouse, un film piuttosto prevedibile, dove l’atmosfera comunque regge, qualche brivido corre e resta inutilmente curiosa la location del Galles, dal quale sarebbe stato meglio andarsene.

I 400 colpi

IF
5
LP
7
GS
5
media
5.5
Ve ne dovevate andare (2020)
Titolo originale: You Should Have Left
Regia: David Koepp
Genere: Horror - Produzione: Usa - Durata: 93'
Cast: Kevin Bacon, Amanda Seyfried, Avery Tiiu Essex, Colin Blumenau, Lowri Ann Richards, Joshua C Jackson, Eli Powers
Sceneggiatura: David Koepp, Daniel Kehlmann

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