Mosul di Matthew Michael Carnahan - la recensione di FilmTv

facebook_0.png
twitter.png
Instagram.png
Oggi Free
Ilaria Feole dice che Ricomincio da tre è il film da salvare oggi in TV.
Su Sky Cinema Comedy HD alle ore 22:35.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Scrivere è anche non parlare (Marguerite Duras)»

scelta da
Marianna Cappi

cinerama
9616
servizi
4215
cineteca
3372
opinionisti
2301
locandine
1115
serialminds
1099
scanners
522
Recensione pubblicata su FilmTv 50/2020

Mosul


Regia di Matthew Michael Carnahan

Forse avendo visto Still Recording, vincitore della Settimana della critica a Venezia 2018 e soprattutto immersione reale tra i conflitti spietati nei territori siriani dell’ISIS, dove si moriva sul serio, a cominciare dagli operatori di ripresa (con un finale che echeggiava quello teorico e celeberrimo wendersiano di Lo stato delle cose, dove l’occhio della cinepresa continua a riprendere in modo autonomo, senza mediazione umana perché uccisa), forse avendo visto quel massacro vero e insopportabile, Mosul fa inevitabilmente scattare la comparazione artificiosa della finzione e quindi l’impatto, derivativo anche di tanta PlayStation, paga l’essere di sicuro tellurico e compulsivo, ma (fortunatamente) non altrettanto traumatico. Eppure l’opera prima dello sceneggiatore Matthew Michael Carnahan (The Kingdom, Leoni per agnelli, World War Z), dal nome di una delle tante città martiri conquistate dai fanatici del califfato, nell’Iraq devastato del post-Saddam, si ritaglia ugualmente un indice di veridicità impressionante, attraverso le imprese dei reparti SWAT, unità di ex poliziotti parallele a quelle militari, di sole sparatorie e assalti, facendo comunque emergere caratteri e singolarità dei personaggi. Prodotto dai fratelli Russo degli Avengers e interpretato unicamente da attori iracheni, quindi in modalità dichiaratamente anti-hollywoodiana, il cuore del conflitto è una frenetica, fisica e devastante iterazione bellica, dove la morte costante segna un paradossale inno alla vita. Azione e montaggio si coniugano così in una infinity war, che ha il pregio di non lasciare però in ricordo soltanto torme di cadaveri.

I 400 colpi

MC
4
MG
7
FM
4
RMO
7
GAN
8
RS
5
media
6.1
Mosul (2019)
Titolo originale: Mosul
Regia: Matthew Michael Carnahan
Genere: Guerra - Produzione: Usa - Durata: 101'
Cast: Waleed Elgadi, Hayat Kamille, Thaer Al-Shayei, Suhail Dabbach, Adam Bessa, Is'haq Elias
Sceneggiatura: Matthew Michael Carnahan

Pallini di FilmTv

Humour
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo

Vuoi vedere il film in streaming?

FilmTv.Press è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963 - Registrazione Tribunale di Milano n° 109 del 6 maggio 2019
Credits - Contatti - Supporto tecnico
Privacy Policy