Antebellum di Gerard Bush, Christopher Renz - la recensione di FilmTv

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Mariuccia Ciotta dice che Chiamami Aquila è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 16:55.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Non solo Dio non esiste, ma provate a trovare un idraulico durante il week end! (Woody Allen)»

scelta da
Emanuela Martini

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Recensione pubblicata su FilmTv 50/2020

Antebellum


Regia di Gerard Bush, Christopher Renz

La parola chiave è “intersezionalità”: da Kimberlé Crenshaw passando per Reni Eddo-Lodge, il razzismo non è solo il razzismo. Le forme di esclusione non agiscono indipendentemente ma sono interconnesse e creano un sistema di oppressione che riflette l’intersecarsi di molte forme di disparità. Veronica Henley (Janelle Monáe) è un’autrice che teorizza il “disfarsi della maschera che permette agli afroamericani di affrontare violenza e situazioni traumatiche” (abbiamo reso discorsivo il titolo inglese del suo libro). Che il film intenda (inter)sezionare l’attuale realtà statunitense è evidente dal pianosequenza iniziale che, inseguendo una bimba saltellante, taglia attraverso una piantagione del sud per mostrare la realtà che cela. Gli autori sono abbastanza abili nel manovrare i piani temporali per dichiarare come la frase riportata in esergo di William Faulkner, sul passato che non solo non è morto ma non è nemmeno passato, sia in realtà una descrizione degli Stati Uniti attuali. Gerard Bush e Christopher Renz oggettivano un’idea (il perdurare del sud schiavista) e, recuperando The Village, profetico film di M. Night Shyamalan, creano un testacoda con il presente. La sospensione dell’incredulità funziona e confonde le tracce. L’idea della storia come un campo equiprobabile di possibilità dove tutto può (ri)accadere, è rappresentato come un cortocircuito dello spazio-tempo (ma gli autori hanno disseminato di indizi il film per decifrare il gioco). Antebellum è un’estensione del thriller sociale come lo ha codificato Blum: e funziona benissimo.

I 400 colpi

PMB
4
IF
7
MG
3
FM
4
RMO
7
GAN
7
LP
7
ES
5
GS
7
media
5.8
Antebellum (2020)
Titolo originale: Antebellum
Regia: Gerard Bush, Christopher Renz
Genere: Thriller - Produzione: Usa - Durata: 105'
Cast: Janelle Monáe, Jena Malone, Eric Lange, Gabourey Sidibe, Jack Huston, Arabella Landrum, Tongayi Chirisa, Achok Majak, Kiersey Clemons, T.C. Matherne, Robert Aramayo
Sceneggiatura: Gerard Bush, Christopher Renz

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Giona A. Nazzaro

Delegato generale Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Programmatore Visions du Réel di Nyon (Svizzera). Collaboratore Festival del Film di Locarno. Autore di libri e saggi. Dischi, libri, gatti, i piaceri. Il resto, in divenire.

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