La rivoluzione siamo noi - Arte in Italia 1967/1977 di Ilaria Freccia - la recensione di FilmTv

facebook_0.png
twitter.png
Instagram.png
Oggi Free
Mauro Gervasini dice che Keoma è il film da salvare oggi in TV.
Su Cine34 alle ore 22:55.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Tutti i luoghi che ho visto, che ho visitato ora so ne sono certo: non ci sono mai stato. (Giorgio Caproni - Esperienza)»

scelta da
Pedro Armocida

cinerama
9743
servizi
4401
cineteca
3447
opinionisti
2343
serialminds
1140
locandine
1125
scanners
526
Recensione pubblicata su FilmTv 04/2021

La rivoluzione siamo noi - Arte in Italia 1967/1977


Regia di Ilaria Freccia

Il pregio maggiore del documentario di Ilaria Freccia, nato da un’idea della stessa regista e di Ludovico Pratesi e presentato fuori concorso al Torino Film Festival 2020, è quello di dare, per una volta, le cose per scontate. Il mondo dell’arte in Italia tra la metà degli anni 60 e la fine dei 70 è raccontato nel film senza troppi preamboli didascalici (giusto qualche frase introduttiva), entrando da subito in medias res e restandovi per tutta l’ora e mezza di filmati d’archivio e interviste realizzate per l’occasione ai protagonisti di allora ancora vivi. In un flusso unico di passato e presente, ricco di dettagli di vita quotidiana e di particolari visivi (notevole il lavoro sugli archivi dell’Istituto Luce, che produce), la vita e la carriera di artisti come Michelangelo Pistoletto, Andy Warhol, Luigi Ontani, Pino Pascali, Sergio Lombardo, Alighiero Boetti, Jannis Kounellis, Joseph Beuys, Marina Abramovic e di galleristi come Lia Rumma e Fabio Sargentini sono ricostruite attraverso il loro lavoro, sempre partendo dalle opere, dal loro contesto, dalla loro ideazione e ricezione, per arrivare alla società del tempo - alla sua politica, ai suoi costumi, alla sua storia - e mai viceversa. In quel decennio, insieme con New York, e forse più della stessa New York, l’Italia fu il centro dell’universo artistico; fu anche, come fanno notare gli autori, un teatro di piccole e grandi rivoluzione politiche e creative, con l’arte contemporanea, in particolare quella povera e concettuale, a giocare un ruolo determinante di sintesi e reinvenzione. Motivo per cui, a ripensare oggi a quel periodo come a un unico grande movimento con più anime, se ne coglie la straordinaria portata storica e ideale.

I 400 colpi

PA
6
MC
8
RM
7
MM
7
RS
8
media
7.2
La rivoluzione siamo noi - Arte in Italia 1967/1977 (2020)
Titolo originale: -
Regia: Ilaria Freccia
Genere: Documentario - Produzione: Italia - Durata: 83'

Sceneggiatura: Ilaria Freccia, Ludovico Pratesi
Musiche: Pietro Freddi, Joaquin Freccia
Montaggio: Patrizia Penzo
Fotografia: Sabrina Varani, Giovanni Zoppeddu

Pallini di FilmTv

Humour
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo

Vuoi vedere il film in streaming?


Roberto Manassero

Roberto Manassero lavora come selezionatore al Torino Film Festival, è capo-redattore del sito www.cineforum.it e collaboratore delle riviste Film Tv e Doppiozero. Ha scritto un libro su P.T. Anderson, uno su Hitchcock e uno sul melodramma hollywoodiano. Tra i curatori del programma del Circolo dei lettori di Novara, tiene lezioni di cinema in scuole, musei e associazioni cultura.

FilmTv.Press è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963 - Registrazione Tribunale di Milano n° 109 del 6 maggio 2019
Credits - Contatti - Supporto tecnico
Privacy Policy