Bastardi a mano armata di Gabriele Albanesi - la recensione di FilmTv

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Matteo Marelli dice che Shining è il film da salvare oggi in TV.
Su Italia1 alle ore 21:20.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Il cinema è come un uomo a cavallo che arriva in una cittadina del West, e noi non sappiamo niente di lui. (Jean-Claude Carrière)»

scelta da
Marianna Cappi

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Recensione pubblicata su FilmTv 06/2021

Bastardi a mano armata


Regia di Gabriele Albanesi

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Albanesi, suggestiva promessa dello splatter/horror nostrano una decina d’anni fa, torna con un film molto pulp/tarantinesco (già nel titolo, forse), ma, appena può, si butta a capofitto tra sangue e frattaglie, subito con un corpo femminile crivellato di proiettili, e poi, più oltre, uno scorticamento e un cranio sfondato con un portacenere. Bastardi a mano armata doveva essere il remake di Vacanze per un massacro, tra gli esiti ultimi di Fernando Di Leo, quello più fascinosamente lurido e incattivito, anche per via della produzione miserrima, con Joe Dallesandro rapinatore psicotico deciso a recuperare la refurtiva del suo ultimo colpo in un casolare occupato da nuovi residenti, forse peggiori di lui. Là c’era profumo di Ore disperate, qui, invece, restando solo l’innesco dell’originale (il gioco al massacro tra criminale e famiglia apparentemente felice nella villa isolata), si approfondiscono passato e origini dei personaggi, in una direzione stilizzata e molto fumettosa, all’inizio neppure spiacevole. Tutti hanno qualche segreto, l’ex galeotto Sergio (Bocci), che s’introduce in casa, il riservato padre di famiglia (Mazzotta), che però sbava sulla figliastra, persino il truce boss (Cerlino), che di nome fa Caligola (e già questo dice lo spirito). Tutti sono volti di serie tv, da Montalbano a Squadra antimafia a Gomorra, forse troppo lindi e glamour per sporcarli davvero. Alla fine, per quanto si possa stare al gioco, il colpo resta in canna (come anche nel gemello Calibro 9, sempre prodotto da Gianluca Curti e Santo Versace, sempre da Di Leo, sempre con Bocci nel cast). Manca proprio la cattiveria di una volta.

Bastardi a mano armata (2021)
Titolo originale: -
Regia: Gabriele Albanesi
Genere: Thriller - Produzione: Italia/Brasile - Durata: 90'
Cast: Marco Bocci, Fortunato Cerlino, Peppino Mazzotta, Amanda Campana, Maria Fernanda Cândido, Bruno Conti, Efisio Sanna, Deborah Franchi, Fabio Rizzuto
Sceneggiatura: Gabriele Albanesi, G. Curti, L. Poldelmengo

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Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.

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