Space Sweepers di Sung-hee Jo - la recensione di FilmTv

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La citazione

«Un colpo solo (Michael Cimino - Il cacciatore)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 07/2021

Space Sweepers


Regia di Sung-hee Jo

Nel 2092 la Terra è inquinata e irrespirabile, mentre su Marte è in atto un processo di bonifica, destinato a trasformarla in un nuovo Eden. Ma è un paradiso destinato a pochi e danarosi eletti. C’era una volta un videogame prodotto dalla Sierra di nome Space Quest, in cui uno spazzino intergalattico passava, dopo mille peripezie, dalla pulizia delle astronavi al ponte di comando. Generazioni di nerd si sono formate su quei pixel, magari anche Jo Sung-hee, regista dalla mano pesante (il mélo young adult A Werewolf Boy), a cui tocca l’onere del primo blockbuster di fantascienza prodotto in Corea del Sud. Un’ovvia risposta alla tendenza recente del cinema cinese stile The Wandering Earth, con pretese di gigantismo che portano a sconfinare in territori un tempo esclusività statunitense. Quindi Terra in pericolo e corporation diaboliche, a cui aggiungere predoni di buon cuore, guardiani della galassia e l’immancabile bambina, naturalmente un fenomeno paranormale incontrollabile, da salvare (il salvataggio del mondo ne deriva poi per transitività). Un accumulo di cliché e di déjà vu che sfinisce con il suo vano citazionismo: sul piano contenutistico non stupisce più nessuno, su quello formale non elabora alcunché di autoctono. L’immancabile cosmogonia che si reca appresso, impossibile da comprimere in due ore, conduce presto verso un incolpevole oblio, disturbato solo dalle molte esplosioni. Cinema come impresa commerciale pura, che sostituisce le stock option alle bruciature di sigaretta. Lo spirito che ha dato vita a Guerre stellari resta lontano anni luce, imitato nell’involucro ma frainteso nella sostanza.

Space Sweepers (2021)
Titolo originale: Seungriho
Regia: Sung-hee Jo
Genere: Azione/Fantascienza - Produzione: Corea del Sud - Durata: 136'
Cast: Song Joong-Ki, Kim Tae-ri, Seon-kyu Jin, Hae-jin Yoo, Ana Ruggiero, Milan-Devi LaBrey, Garrison Michael Farquharson-Keener, Daniel Joey Albright, John D. Michaels, Michael Davis
Sceneggiatura: Yoon Seung-min, Yoo-kang Seo-ae, Jo Sung-hee

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Emanuele Sacchi

Nato nella città delle due discoteche e 106 farmacie, presto smarrito nei meandri del rock e del cinematografo. È ingegnere informatico, benché si finga pensatore umanista. Giornalista pubblicista, critico cinematografico e musicale, collabora con FilmTv, MYmovies.itRumore, Filmidee, Asiaexpress ed è direttore della testata web Hong Kong Express (www.hkx.it). È autore di 50x35mm - Soundtrack Rumorose (Homework, 2016), con Stefano Locati di Il nuovo cinema di Hong Kong - Voci e sguardi oltre l'handover (Bietti, 2014) e con Francesca Monti di Richard Linklater - La deriva del sogno americano (Bietti, 2017). Film: Apocalypse Now (ma non Redux). Album: Forever Changes dei Love (anche per il titolo).

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