Un confine incerto di Isabella Sandri - la recensione di FilmTv

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Ilaria Feole dice che Il Padrino è il film da salvare oggi in TV.
Su Sky Cinema Due alle ore 21:15.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Tutti i travestimenti del mondo non coprono la puzza di marcio. (Zatōichi)»

scelta da
Nicola Cupperi

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Recensione pubblicata su FilmTv 11/2021

Un confine incerto


Regia di Isabella Sandri

Richi e Sputo vivono in un camper. Lui è giovane, lei una bimba. Ma non sono fratello e sorella. Sputo è una bambina scomparsa a Ortisei, Richi il suo rapitore, che tramite un blog intrattiene rapporti con il mondo pedopornografico. Sulle loro tracce, l’agente Milia, non priva di traumi pregressi. Isabella Sandri, anche sceneggiatrice con Gaudino, descrive uno scenario malato senza servirsi degli aspetti più crudi, semmai a volte indugiando in una rischiosa ambiguità poetica. Più schematica e didascalica è la vicenda parallela delle indagini. Un film non privo di forza e perfino di grazia, ma che resta, al pari delle coordinate geografiche (Alto Adige, Germania, Romania) e dei comportamenti umani, in una zona dai confini incerti, suggerendo che il Male è complicato da leggere.

Un confine incerto (2020)
Titolo originale: -
Regia: Isabella Sandri
Genere: Drammatico - Produzione: Italia/Germania - Durata: 109'
Cast: Cosmina Stratan, Moise Curia, Anna Malfatti, Valeria Golino, Martina Schölzhorn, Salvatore Cantalupo, Klara Höfels, Oliver Michael Jaksch, Lissy Pernthaler, Gerhard Polacek, Benno Steinegger
Sceneggiatura: Isabella Sandri, Giuseppe M. Gaudino

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