The Twentieth Century di Matthew Rankin - la recensione di FilmTv

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Ilaria Feole dice che Kramer contro Kramer è il film da salvare oggi in TV.
Su Sky Collection alle ore 23:30.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«What happened to Gary Cooper? The strong, silent type. That was an American. He wasn’t in touch with his feelings. He just did what he had to do. (David Chase - The Sopranos)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 11/2021

The Twentieth Century


Regia di Matthew Rankin

Matthew Rankin è il cineasta canadese più interessante del momento. I suoi corti ne hanno fatto uno dei nomi più imprevedibili in attività. Profondo conoscitore dell’esperanto (non c’entra - o forse sì - ma diverte notarlo…), abilissimo nel manipolare tecniche e formati eterodossi, riesce a rileggere l’espressionismo e ibridarlo con il cinema sperimentale e d’animazione, senza dimenticare le avanguardie storiche (per avere un’idea sbirciare su YouTube il corto The Tesla World Light). Per The Twentieth Century, suo esordio nel lungo, Rankin porta sullo schermo una versione mutante della vita di William Lyon Mackenzie King (interpretato da Dan Beirne), primo ministro canadese la cui permanenza al potere è stata fra le più lunghe. Il film gioca molto sottilmente sul pervertire (in senso etimologico) dettagli della vita del politico attraverso reinvenzioni totalmente astratte e follemente surreali. Per offrire un’indicazione molto superficiale, il film si presenta come una versione acida del cinema di Wes Anderson parodizzata da David Lynch (o Guy Maddin). Vincitore di tre Canadian Screen Award, The Twentieth Century è un film genuinamente assurdista e quando prende di mira il coinvolgimento canadese nella guerra boera i riferimenti a La guerra lampo dei fratelli Marx diventano inevitabili. In fondo il Canada di Rankin è una sorta di Freedonia queer e di cartone (e occhio a Annie St-Pierre con baffi, produttrice di Wilcox di Denis Côté). Esplorando pienamente il suo potenziale, Rankin illumina già i potenziali limiti futuri del suo lavoro, ma per ora tali limiti sembrano letteralmente scoppiare di possibilità.

I 400 colpi

SE
7
RM
5
FM
7
RMO
7
GAN
8
LP
7
GS
7
media
7.0
The Twentieth Century (2020)
Titolo originale: The Twentieth Century
Regia: Matthew Rankin
Genere: Biografico/Drammatico - Produzione: Canada - Durata: 90'
Cast: Dan Beirne, Sarianne Cormier, Catherine St-Laurent, Brent Skagford, Sean Cullen, Louis Negin, Kee Chan, Mikhaïl Ahooja, Trevor Anderson, Emmanuel Schwartz
Sceneggiatura: Matthew Rankin

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Giona A. Nazzaro

Delegato generale Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Programmatore Visions du Réel di Nyon (Svizzera). Collaboratore Festival del Film di Locarno. Autore di libri e saggi. Dischi, libri, gatti, i piaceri. Il resto, in divenire.

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