Note di viaggio - Il film di Andrea Longhin, Claudio Spanu - la recensione di FilmTv

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Pier Maria Bocchi dice che I vitelloni è il film da salvare oggi in TV.
Su Rete4 alle ore 02:40.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Un ingenuo e stupido film americano può insegnarci qualcosa “per mezzo” della sua scempiaggine. Ma non ho imparato mai niente da uno scaltrito film inglese. (Ludwig Wittgenstein)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 13/2021

Note di viaggio - Il film


Regia di Andrea Longhin, Claudio Spanu

Pare che a Bologna tutte le cose interessanti e divertenti succedessero nella trattoria Da Vito, fuori Porta San Vitale, magari dopo mezzanotte. Anche adesso s’incontrano ancora lì, in pranzi e rimpatriate che sembrano interminabili: Umberto Righi detto Tobia e Stefano Bonaga a parlare del loro amico Dalla in Per Lucio di Pietro Marcello e, in Note di viaggio di Andrea Longhin e Claudio Spanu, Francesco Guccini e i suoi musicisti a bere, raccontarsi barzellette e mangiare. Le dava già quasi per morte Guccini, nella canzone del 1972, le osterie fuori porta, ma Da Vito resiste. Il lungo brano in cui “il Maestrone” scambia pillole (quelle che prendono gli anziani prima di pranzi e cene) e bicchierini di rum con i suoi, quelli in cui chiacchiera nella sua casa di Pàvana con il musicista e amico Mauro Pagani, la guida della narrazione, e certi primi piani dei suoi occhi mentre ascolta le sue canzoni interpretate da altri e ci canticchia sopra sono le parti più belle del film. Che non è un film su Guccini, ma un documentario sull’omaggio musicale che gli è stato fatto con i due dischi dallo stesso titolo, prodotti come il film da BMG Italia. Hanno partecipato tutti, dai coetanei e amici come Pagani e Roberto Vecchioni a quelli un po’ più giovani, come Zucchero, Ligabue, Gianna Nannini, Fiorella Mannoia, a Emma, Elisa, Vinicio Capossela, Nina Zilli, Francesco Gabbani, Ermal Meta e tanti altri. Le interpretazioni sono spesso notevoli, ma il film ne restituisce solo brani molto minuscoli. La cosa più bella la dice Zucchero, che porta sempre con sé in viaggio un disco di Guccini, perché Dio è morto lo fa sentire a casa.

Note di viaggio - Il film (2021)
Titolo originale: -
Regia: Andrea Longhin, Claudio Spanu
Genere: Documentario - Produzione: Italia - Durata: 88'

Sceneggiatura: Andrea Longhin, Claudio Spanu
Musiche: Francesco Guccini, Margherita Ditonellapiaga

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Emanuela Martini

Capelli rossi, lettrice forte, brutto carattere (dicono). La prima volta mi hanno portata al cinema che avevo tre anni. Ci stavo dalle 2 alle 8, orario continuato. Praticamente, non ne sono più uscita: adesso ci sto anche dalle 8 alle 20, e a volte pesa. Ma la passione resta e non mi annoio (quasi mai). Onnivora: mi piace tutto (quando mi piace). Autori di culto: Michael Powell e Robert Altman. Serie: Twin Peaks e I Soprano forever. Rimpiango il cinema americano anni ’70 e il metabolismo dei trent’anni. Vivo in un disordine "escheriano", tra libri, oggetti, dvd, foto, abiti e scarpe, con Lucrezia, gatta petulante di 19 anni. Credo allo Stregatto (quello di Alice): qui in giro aleggia il sorriso di Blimp, Sibella e Oreste.

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