Relic di Natalie Erika James - la recensione di FilmTv

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Ilaria Feole dice che Kramer contro Kramer è il film da salvare oggi in TV.
Su Sky Collection alle ore 23:30.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Il banco di prova di un'intelligenza di prim'ordine è la capacità di tenere due idee opposte in mente nello stesso tempo e, insieme, di conservare la capacità di funzionare (Francis Scott Fitzgerald)»

scelta da
Emanuela Martini

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Recensione pubblicata su FilmTv 14/2021

Relic


Regia di Natalie Erika James

In questo horror sulla casa e sulla stirpe, una donna giunge con la figlia alla dimora della madre anziana e sola, scomparsa da giorni. Che poi però ricompare, improvvisamente: dov’è stata? Le risposte si nascondono appunto nella casa, negli angoli, dietro le pareti, e nella stirpe, cioè nella discendenza tutta matriarcale e tutta femminile (gli uomini, i padri, i mariti ne sono assenti, sottratti, abiurati: segno dei tempi). Il cruccio e la morale sono così manifesti che ogni simbologia, dalla più dozzinale (il ventre materno) alla più eccessiva (l’origine del mondo), è valida, condivisibile e voluta. Precisamente. Relic è tutto pensoso e tutto serioso nella propria proposizione tematica, non ha ossigeno, si dà subito per scontato. Genere asfittico, quello che non contempla niente che non sia già dimostrato, che non dà a vedere niente che non abbia già previsto (a partire dal titolo). A tal punto che le immagini risultano chiuse, imprigionate dal loro stesso significato, e perciò vagamente antipatiche. I tormenti privati eppure universali del Bryan Bertino di The Dark and the Wicked (ancora inedito in Italia) sono davvero un’altra cosa. Qui l’afflizione è già verificata; l’orrore è il risultato di un’addizione già fatta. A fare balzare sulla sedia dunque non sono le implicazioni, ma come d’abitudine - e da manuale - le figure buie alle spalle, i jumpscare, gli sguardi vuoti. Un po’ pochino, oggi. C’è chi si accontenta, visto che da più parti Relic è considerato uno degli horror migliori del 2020. Preferisco non accontentarmi, e cercare ancora immagini che possano sfidarmi, non semplicemente lusingarmi nelle mie paure.

I 400 colpi

PMB
6
FDM
7
IF
6
MM
6
FM
6
RMO
7
LP
6
ES
7
GS
5
media
6.2
Relic (2020)
Titolo originale: Relic
Regia: Natalie Erika James
Genere: Horror - Produzione: Usa/Australia/cina - Durata: 89'
Cast: Emily Mortimer, Bella Heathcote, Robyn Nevin, Steve Rodgers, Chris Bunton, Robin Northover, Catherine Glavicic, Christina O'Neill, John Browning, Jeremy Stanford
Sceneggiatura: Natalie Erika James, Christian White

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