Il sabba di Pablo Agüero - la recensione di FilmTv

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Ilaria Feole dice che Il Padrino è il film da salvare oggi in TV.
Su Sky Cinema Due alle ore 21:15.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Quando la leggenda diventa realtà, si stampi la leggenda (John Ford)»

scelta da
Emanuela Martini

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Recensione pubblicata su FilmTv 14/2021

Il sabba


Regia di Pablo Agüero

In un villaggio dei Paesi baschi di inizio XVII secolo, mentre gli uomini per un lungo periodo sono in mare, sei ragazze vengono arrestate con l’accusa di essere delle streghe. Il processo, che intende far luce sulla cerimonia demoniaca del sabba, è condotto dal feroce giudice Rostegui e ha un verdetto già implicitamente designato, ma la resistenza condotta da Ana, la più scaltra delle giovani, cerca in modo astuto e provocatorio di evitare la condanna al rogo. L’argentino Pablo Agüero trasforma un horror abbondantemente codificato in una battaglia drammatica di furibondo protofemminismo, concentrando tutta l’azione all’interno della cella e nella stanza degli interrogatori, sostando a lungo sui primi piani e su una messa in scena lugubre e claustrofobica. Tratto dalle memorie del diabolico inquisitore francese Pierre de Lancre e vincitore di cinque premi Goya, il film esprime attraverso la manifestazione del corpo (ribaltandolo da arma di condanna) il senso di ribellione a un mondo opprimente e crudele, dove essere donna era spesso già una colpa. Ma è l’ambiguità la scelta vincente di Agüero, portando il giudice a una progressiva infatuazione incontrollata verso l’esuberante ragazza e in generale verso il Male, in un finale fortemente visionario, dove la rappresentazione del sabba converge in una danza erotica, con il Potere (maschile) caduto nella trappola e nella stessa colpa contestata. Scritto con Katell Guillou, il film delinea una regia sicura e coerente, in un racconto che non si esaurisce nel contesto storico, trovando una tensione strisciante dove modernamente il corpo (femminile) proclama la sua libertà.

Il sabba (2020)
Titolo originale: Akelarre
Regia: Pablo Agüero
Genere: Horror/Storico - Produzione: Spagna/Argentina - Durata: 92'
Cast: Amaia Aberasturi, Alex Brendemühl, Daniel Fanego, Garazi Urkola, Yune Nogueiras, Jone Laspiur, Irati Saez de Urabain, Lorea Ibarra, Asier Oruesagasti, Elena Uriz
Sceneggiatura: Pablo Agüero, Katell Guillou

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