Nuevo orden di Michel Franco - la recensione di FilmTv

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Pier Maria Bocchi dice che I vitelloni è il film da salvare oggi in TV.
Su Rete4 alle ore 02:40.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Povero pensiero... finisce sempre per sfracellarsi contro il muro dei fatti. (Lev Troskij)»

scelta da
Adriano Aiello

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Recensione pubblicata su FilmTv 15/2021

Nuevo orden


Regia di Michel Franco

È un film “saggio”, tutto è manifesto, esibito, sottolineato, estenuato, fino alla ridondanza. Ma tutto è funzionale al teorema sul potere che Michel Franco dispiega con lucidità e autenticità, non dimentico della sua provenienza geografica. Il Messico è uno dei paesi con la maggiore disparità sociale al mondo, oltremodo palese nella sua capitale dove Nuevo orden è ambientato. Una città dove chi è ricco può esercitare, con soddisfazione, la sua “riccanza”. È esattamente da lì che prende corpo la messa in scena di Franco, durante un matrimonio blindato dell’alta borghesia messicana su cui aleggia l’angelo sterminatore di buñueliana memoria (ma qui i domestici non se ne vanno, anzi). A sovvertire l’ordine stabilito arrivano infatti gli insorti delle classi subalterne, entrando in campo come veri e propri zombie. La rivoluzione non è un pranzo di gala, lo abbiamo imparato a memoria. E neanche il film di Franco, che non rinuncia mai a mostrare tutte le efferatezze che compiono prima gli insorti e poi l’esercito da Garage Olimpo per giungere a un finale che (ri)stabilisce il nuovo ordine così come lo conosce bene il continente sudamericano. Altro che distopia, altro che horror, altro che cinema della crudeltà. La memoria è storica. La penna di Michel Franco descrive con profondità le dinamiche camaleontiche del potere mentre il suo direttore della fotografia Yves Cape (Holy Motors), alla terza collaborazione, segue vorticosamente l’azione a cui poi il montaggio, complice lo stesso regista, imprime un dinamismo ancora maggiore. 88 minuti senza tregua per lo spettatore.

I 400 colpi

PA
8
PMB
5
SE
4
IF
5
RM
4
MM
4
RMO
6
GAN
4
LP
6
GS
5
media
5.1
Nuevo orden (2020)
Titolo originale: Nuevo orden
Regia: Michel Franco
Genere: Drammatico - Produzione: Messico/Francia - Durata: 88'
Cast: Naian González Norvind, Fernando Cuautle, Diego Boneta, Dario Yazbek Bernal, Gustavo Sánchez Parra, Lisa Owen, Javier Sepulveda, Mónica Del Carmen, Sebastian Silveti, Patricia Bernal, Roberto Medina
Sceneggiatura: Michel Franco

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Humour
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo

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Pedro Armocida

Nasco a Madrid nel 1971 quando ancora la Spagna non faceva parte della CE e qualche compagno litigioso alle elementari a Roma mi diceva: “Tornatene nel tuo paese”. Cosa che ho fatto spesso e con gioia. Ufficiale dell’Esercito mancato. Avvocato mancato, mi laureo in Lettere alla Sapienza con tesi sul cinema della Escuela de Barcelona, relatore Giovanni Spagnoletti, che nel Duemila mi chiama a organizzare www.pesarofilmfest.it, di cui dal 2015 sono il direttore artistico. Attualmente scrivo anche per Il Giornale, Ciak, 8½, dirigo le Edizioni dell’Altana e ho curato qualche libro tra cui Esordi italiani. Gli anni Dieci al cinema (2010-2015) (Marsilio) e, insieme ad altri, Romanzo popolare (Marsilio);  Cinema in Spagna oggi (Lindau), Oltre la frontiera. Il cinema messicano contemporaneo (Revolver), Il cinema argentino contemporaneo e l’opera di Leonardo Favio (Marsilio). Sogno un cimitero di campagna e io là. All'ombra di un ciliegio in fiore senza età. Per riposare un poco due o trecento anni. Giusto per capir di più e placar gli affanni.

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