Una donna promettente di Emerald Fennell - la recensione di FilmTv

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La citazione

«Tutti i travestimenti del mondo non coprono la puzza di marcio. (Zatōichi)»

scelta da
Nicola Cupperi

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Recensione pubblicata su FilmTv 17/2021

Una donna promettente


Regia di Emerald Fennell

Polemiche piuttosto assurde hanno accompagnato Una donna promettente; nella fattispecie è stato accusato di sessismo il critico di “Variety” Dennis Harvey che, all’interno di una recensione non negativa, diceva che Carey Muligan era una «scelta curiosa» per una femme fatale, e che magari sarebbe stata più indicata per il ruolo la produttrice Margot Robbie. Non un gran modo di fare critica, ma la reazione isterica (con “Variety” che prende le distanze e fa precedere un ridicolo disclaimer alla recensione) mostra comunque che il film dell’esordiente regista-sceneggiatrice Emerald Fennell, etichettato come «thriller per l’era del #MeToo», tocca nervi scoperti. Di fatto sembrerebbe un’attualizzazione/ribaltamento del vecchio schema dei rape and revenge movie. Il genere exploitation di film come Thriller di Bo Arne Vibenius e Non violentate Jennifer di Meir Zarchi era particolarmente bieco: prima metteva in scena fantasie di stupro, poi scatenava incubi misogini a base di donne castratrici. La riscrittura femminista del recente Revenge di Coralie Fargeat non mi sembrava molto avanzata, perché la maggiore novità era costruire un personaggio di eroina “con le palle” (e questo, ci insegnano, non va bene). Fennell, con maggiore finezza e intelligenza drammaturgica, pone sì una vendicatrice al centro del film: ma Cassie agisce in nome di un’amica stuprata che non ha ottenuto giustizia, e non vuole uccidere nessuno. Al massimo fa prendere dei begli spaventi o ci va giù un po’ pesante. Per esempio, si finge ubriaca e tiene una lezioncina ai maschi che vorrebbero approfittarsi di lei. (Sull’attualità del tema, a parte i rimandi alla cronaca, vorrei solo citare la sconcertante affermazione, senza ombra di pentimento, contenuta in un pezzo autobiografico di Jonathan Lethem in L’estasi dell’influenza - Nonfiction, etc.: «Imparai quella sera quanto può essere eccitante una donna sbronza marcia». A proposito di cultura dello stupro). Certo, Cassie è un pochino disturbata: trentenne, vive con i genitori e non ha alcuna ambizione oltre la sua missione. Ma come non essere un po’ freak in un mondo del genere, dove quasi tutti i maschi che la circondando sono colpevoli, viscidi e repellenti? Forse sarebbe il caso di aprire un discorso sul ribaltamento dei cliché; ma se siamo cresciuti con noir in cui tutte le donne erano dei mostri, adesso non possiamo protestare. Anche perché Fennell, con equanimità, mostra due personaggi di donne variamente complici dello stupro che Cassie vuole vendicare, e che vengono da lei perfidamente punite, senza che nessuno subisca danni fisici. È un’abile sceneggiatura, quella di Fennell, e per noi la migliore delle candidate all’Oscar 2021. Lo si vede anche da come se la cava nel finale, dopo che lo spettatore si dice: «E mo’?». Non facciamo spoiler, ma i ferri del mestiere Fennell li sa usare bene. E se Una donna promettente funziona, è anche perché è un vero film di genere, con i colpi di scena che ci vogliono e le musiche giuste, dalle Spice Girls a Wagner.

I 400 colpi

PA
7
PMB
4
AC
8
FDM
9
IF
7
MG
7
RM
4
MM
6
EM
7
FM
3
RMO
8
LP
6
ES
7
GS
7
media
6.4
Una donna promettente (2020)
Titolo originale: Promising Young Woman
Regia: Emerald Fennell
Genere: Thriller - Produzione: Gb/Usa - Durata: 113'
Cast: Carey Mulligan, Bo Burnham, Alison Brie, Jennifer Coolidge, Laverne Cox, Chris Lowell, Connie Britton
Sceneggiatura: Emerald Fennell
Musiche: Anthony Willis
Montaggio: Frédéric Thoraval
Fotografia: Benjamin Kracun

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Alberto Pezzotta

Alberto Pezzotta si è occupato di cinema italiano (Ridere civilmente. Il cinema di Luigi Zampa; Il western italiano; Regia Damiano Damiani; Mario Bava; la curatela, con Stefania Parigi, di Il lungo respiro di Brunello Rondi), di storia della critica (La critica cinematografica; la curatela, con Anna Gilardelli, di Alberto Moravia, Cinema italiano. Recensioni e interventi 1933-1990), di cinema orientale (Tutto il cinema di Hong Kong). Ha collaborato alla Storia del cinema mondiale di Gian Piero Brunetta e alla Storia del cinema italiano del CSC, oltre che a riviste come “Bianco e Nero”, "Imago", “8 1/2”. Scrive di cinema e musica su "Blow Up". Ha tradotto libri, tra gli altri, di Chinua Achebe, Eric Bogosian, Harry Crews, James Dickey, Barry Gifford, Jim Harrison, Hanif Kureishi, Lorrie Moore, Joyce Carol Oates, Hugues Pagan, Derek Raymond, Colm Tóibín.
Twitter: @APezzotta.

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