Senza rimorso di Stefano Sollima - la recensione di FilmTv

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Mariuccia Ciotta dice che L'uomo nel mirino è il film da salvare oggi in TV.
Su IRIS alle ore 13:00.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«sarà mica la maniera di lavorare… non si lavora così dai… ogni lavoro anche il più banale necessita di un minimo di regia»

scelta da
Andrea Bellavita

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Recensione pubblicata su FilmTv 18/2021

Senza rimorso


Regia di Stefano Sollima

John T. Kelly alias John T. Clark nasce come personaggio minore nel cosiddetto “Ryanverse”, l’universo letterario inventato da Tom Clancy con al centro la figura di Jack Ryan, agente della CIA destinato a onori e glorie, fino alla Casa bianca. Compare per la prima volta in Il cardinale del Cremlino, 1988, ma è finalmente protagonista in Senza rimorso, uno spinoff della saga di Ryan pubblicato nel 1993. Dopo quasi trent’anni Stefano Sollima trasforma il personaggio con l’aiuto degli sceneggiatori Taylor Sheridan e Will Staples e del protagonista Michael B. Jordan, anche co-produttore. Dell’origine irlandese-americana del soldato resta solo il cognome, ma il nuovo Kelly è come l’originale un Navy SEAL (inquadrato come guastatore-sommozzatore) benché il teatro di guerra non sia più il Vietnam ma la Siria. Incaricato dell’estrazione di un prigioniero ad Aleppo, il super soldato si rende conto che si tratta di un russo, e soprattutto che l’operativo CIA presente sul campo non ne è per nulla sorpreso. Tornato con la sua squadra alla vita civile cominciano gli omicidi mirati di chi ha eseguito l’estrazione. Ma nel suo caso i sicari non portano a termine la missione, gli ammazzano la moglie incinta, gli lasciano un cadavere misterioso in camera da letto e sperano che lui, ridotto in fin di vita, non passi la nottata. E invece... Il Kelly di Clancy, definito dall’autore «il lato oscuro di Jack Ryan», è il personaggio di gran lunga più interessante di tutta la saga, un po’ il Doc Holliday della situazione (nel contrasto con il probo Wyatt Earp) in più alle prese con le catene della colpa alle quali è attanagliato dalla matrice cattolica. Nulla di tutto questo nel film. Sollima, volutamente, azzera le psicologie per dedicarsi all’azione, ricalcando lo schema di Soldado ma prosciugando ulteriormente qualsiasi complessità. C’è una vaga lettura politica contemporanea voluta forse da Sheridan (gli Usa in cerca di un nemico capace di riunire le due metà del paese che si odiano e si combattono all’ombra di Capitol Hill) ma a contare davvero è l’azione. E da questo punto di vista ci inchiniamo reverenti di fronte a Sollima jr. La lunga scena dell’assedio in Russia coi cecchini - una sequenza concitata e asciutta (senza ralenti!) come già la parte del supermercato di Soldado, ovvero piani realizzati separatamente e poi montati rapidamente come si trattasse di un’unica inquadratura - è fantastica. Ma la migliore di tutte è la scena dell’aereo, che Sollima racconta di avere girato in condizioni molto difficili, lui anche operatore alla macchina con il grande Philippe Rousselot alla fotografia. E qui apro una parentesi su Michael B. Jordan, che sarebbe in verità un John Kelly piuttosto modesto se non fosse che ha recitato tutta questa scena, in gran parte sott’acqua, senza alcuna controfigura, preparandosi per settimane. Certo ha il fisico del ruolo, un po’ meno la grinta e il tormento, ma va bene così. L’acqua è l’elemento dominante: Kelly entra in scena da lì e vi ritorna alla fine, per poi riemergere definitivamente come Clark. To be continued?

I 400 colpi

PMB
3
AC
6
SE
7
AF
6
MG
7
FM
2
RMO
7
media
5.7
Senza rimorso (2021)
Titolo originale: Without Remorse
Regia: Stefano Sollima
Genere: Azione/Spionaggio - Produzione: Usa - Durata: 109'
Cast: Michael B. Jordan, Jodie Turner-Smith, Jamie Bell, Guy Pearce, Lauren London, Jacob Scipio, Todd Lasance, Jack Kesy, Lucy Russell, Cam Gigandet
Sceneggiatura: Taylor Sheridan, Will Staples

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Mauro Gervasini

Firma storica di Film Tv, che ha diretto dal 2013 al 2017, è consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e insegna Forme e linguaggi del cinema di genere all'Università degli studi dell'Insubria. Autore di Cuore e acciaio - Le arti marziali al cinema (2019) e della prima monografia italiana dedicata al polar (Cinema poliziesco francese, 2003), ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare su cinema francese e di genere.

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