Gunda di Viktor Kosakovskiy - la recensione di FilmTv

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Ilaria Feole dice che Non è mai troppo tardi è il film da salvare oggi in TV.
Su Premium Cinema 2 alle ore 21:15.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«You Cannot Be Serious! (John McEnroe)»

scelta da
Rinaldo Censi

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Recensione pubblicata su FilmTv 19/2021

Gunda


Regia di Viktor Kosakovskiy

Victor Kossakovsky sa che fare cinema significa riordinare il reale, dare alle cose del mondo una nuova gerarchia, una prospettiva eccentrica sulle energie che lo attraversano, un inedito sistema di valori. Guardare il mondo da un dato anagrafico, giorno e luogo di nascita (la sua, in Wednesday 19. 7. 1961). Trovare rime come un poeta, e non detti socioeconomici come un saggista, tra sinfonie urbane poste esattamente agli antipodi del globo (in ¡Vivan las Antipodas!). Oppure, al contrario, osservare quello che di comico e tragico è già inquadrato nella finestra del suo appartamento a San Pietroburgo (in Tishe!). O ancora, invece, uscire, cercare di inseguire l’acqua, i suoi stati, le sue storie, per filmarli a 96 fotogrammi al secondo (Aquarela). Ci sono sempre delle scelte radicali, dietro ai suoi film. Dei dispositivi forti, non sottili, con cui interrogare il reale, raccontarlo. Gunda sceglie di usare le possibilità del cinema per seguire gli animali di un allevamento estensivo, concentrandosi su una scrofa e i suoi piccoli, su un bovino e su un gallo claudicante. B/n, nessun commento, nessuna musica. Abbassa il nostro sguardo (come con l’amore a misura di bimbo in Kindergarten), lo sposta dalla prospettiva antropocentrica, riesce - in un’opera che è un miracolo tecnico - a cogliere immagini mai viste, ad andare vicinissimo a queste creature, a darci l’impressione di sentirle. E in questo paradosso (spostare lo sguardo dall’uomo per finire ad attribuire, con la lingua del cinema, sentimenti umani agli animali) ci sono i limiti del film, pregevole documentario d’osservazione, fiaba amara, cinema d’avanguardia tecnologica, gesto politico militante.

I 400 colpi

PA
8
PMB
6
IF
7
MG
6
RM
7
MM
7
RMO
8
GAN
5
LP
7
GS
7
media
6.9
Gunda (2021)
Titolo originale: Gunda
Regia: Viktor Kosakovskiy
Genere: Documentario - Produzione: Usa/Norvegia - Durata: 93'
Cast: Gunda
Sceneggiatura: Viktor Kosakovskiy, Ainara Vera
Montaggio: Viktor Kosakovskiy, Ainara Vera

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