Regina di Alessandro Grande - la recensione di FilmTv

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Ilaria Feole dice che Non è mai troppo tardi è il film da salvare oggi in TV.
Su Premium Cinema 2 alle ore 21:15.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Un colpo solo (Michael Cimino - Il cacciatore)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 20/2021

Regina


Regia di Alessandro Grande

Nei pressi di un grosso lago artificiale della Sila un padre vedovo e sua figlia adolescente, Regina, resistono al freddo, all’asprezza del luogo e alla scomparsa della moglie e madre che li ha lasciati lì con i loro sogni e il dolore. Il senso di Regina per la musica, anche grazie a una bellissima voce, è spiccato, forse le si apre una possibilità di carriera. Il padre poi era un bravo turnista al basso e ha ancora qualche conoscenza. Ma un giorno lui e la figlia causano un incidente nautico nel lago (dove peraltro sarebbe vietato navigare, ma questa è un’altra storia) e sono costretti a fare i conti con una scelta drammatica e improvvisa. Assumersi le responsabilità dell’accaduto o rimuovere tutto e andare avanti. Esordio nel lungometraggio del regista e sceneggiatore calabrese Alessandro Grande che nel 2018 vinse il David di Donatello per il miglior corto Bismillah. Due elementi molto interessanti. Prima di tutto la scrittura. La storia di questa coppia simmetrica, messa sullo stesso piano dal lutto, con una ragazzina che a volte sembra la madre di suo padre quanto a scelte e comportamenti e un padre più a suo agio come amico, o complice, o compagno di strada, è molto bella e contemporanea, impreziosita dalle interpretazioni dei due protagonisti. Francesco Montanari lo conosciamo e apprezziamo da tempo, ma Ginevra Francesconi, brava musicista come il suo personaggio, è una sorpresa. E poi il contesto, questo sud nordico e plumbeo dove i caratteri sono coriacei come l’ambiente, l’acqua è dominante come già in Sicilian Ghost Story, una sorta di gotico lacustre rinnovato. Bello.

Regina (2020)
Titolo originale: -
Regia: Alessandro Grande
Genere: Drammatico - Produzione: Italia - Durata: 82'
Cast: Ginevra Francesconi, Francesco Montanari, Barbara Giordano, Max Mazzotta
Sceneggiatura: Alessandro Grande, Mariano Di Nardo

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Mauro Gervasini

Firma storica di Film Tv, che ha diretto dal 2013 al 2017, è consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e insegna Forme e linguaggi del cinema di genere all'Università degli studi dell'Insubria. Autore di Cuore e acciaio - Le arti marziali al cinema (2019) e della prima monografia italiana dedicata al polar (Cinema poliziesco francese, 2003), ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare su cinema francese e di genere.

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