Oxygène di Alexandre Aja - la recensione di FilmTv

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Pier Maria Bocchi dice che I vitelloni è il film da salvare oggi in TV.
Su Rete4 alle ore 02:40.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«What happened to Gary Cooper? The strong, silent type. That was an American. He wasn’t in touch with his feelings. He just did what he had to do. (David Chase - The Sopranos)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 21/2021

Oxygène


Regia di Alexandre Aja

Un donna si risveglia in una cella criogenica che la chiude in circolo. Ci sono cavi attaccati al corpo, sensori, schermi che proiettano ologrammi e ipertesti. E un computer senziente, M.I.L.O., in grado di rispondere alle domande che la sua logica artificiale accetta. La donna non ricorda più nulla di sé e ha M.I.L.O. come unico appiglio a un ipotetico “fuori”. Che è molto più misterioso del previsto. Oxygène è un fanta-thriller basato su un’idea non nuovissima, il cui prototipo è letterario (La sepoltura prematura di Edgar Allan Poe), rilanciata su grande schermo anche da Buried - Sepolto di Rodrigo Cortés (2010) per non parlare di Kill Bill: Vol. 2. È anche il film che segna il ritorno di Alexandre Aja in Francia dopo 18 anni trascorsi a Hollywood. Ma non è stato un viaggio di sola andata: bloccato dal COVID-19 a Parigi ha deciso di realizzare lì, in 18 giorni di riprese (più una settimana per gli esterni), questo Oxygène originariamente scritto in inglese per Noomi Rapace (rimasta come produttrice esecutiva) e rapidamente ritradotto in francese. Non ce ne voglia l’attrice svedese se pensiamo che con il cambio il film ci abbia guadagnato, perché la prova di Mélanie Laurent è magistrale, di fatto tutto il racconto si fonda sull’intensità d’identificazione tra spettatore e personaggio in una situazione claustrofobica, facile quindi comprendere come il lavoro dell’attrice sia essenziale per renderlo credibile. Poi, lo svelamento del mistero non è così imprevedibile e tutto sommato la fantascienza è elementare, ma M.I.L.O., doppiato in originale da Mathieu Amalric, è un’intelligenza artificiale con qualcosa di nuovo rispetto ad altre simili ascoltate al cinema. 

I 400 colpi

PMB
3
MC
5
SE
7
IF
5
MG
6
RM
6
FM
6
RMO
7
LP
6
GS
4
RS
5
media
5.5
Oxygène (2021)
Titolo originale: Oxygène
Regia: Alexandre Aja
Genere: Thriller - Produzione: Francia/Usa - Durata: 100'
Cast: Mélanie Laurent, Malik Zidi, Laura Boujenah, Marc Saez, Mathieu Amalric, Malik Zidi, Marc Saez, Laura Boujenah, Lyah Valade, Cathy Cerda, Marie Lemiale, Pascal Germain, Eric Herson-Macarel
Sceneggiatura: Christie LeBlanc

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Mauro Gervasini

Firma storica di Film Tv, che ha diretto dal 2013 al 2017, è consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e insegna Forme e linguaggi del cinema di genere all'Università degli studi dell'Insubria. Autore di Cuore e acciaio - Le arti marziali al cinema (2019) e della prima monografia italiana dedicata al polar (Cinema poliziesco francese, 2003), ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare su cinema francese e di genere.

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