Estate '85 di François Ozon - la recensione di FilmTv

facebook_0.png
twitter.png
Instagram.png
Oggi Free
Pier Maria Bocchi dice che I vitelloni è il film da salvare oggi in TV.
Su Rete4 alle ore 02:40.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Il banco di prova di un'intelligenza di prim'ordine è la capacità di tenere due idee opposte in mente nello stesso tempo e, insieme, di conservare la capacità di funzionare (Francis Scott Fitzgerald)»

scelta da
Emanuela Martini

cinerama
9895
servizi
4569
cineteca
3525
opinionisti
2378
serialminds
1185
locandine
1135
scanners
530
Recensione pubblicata su FilmTv 22/2021

Estate '85


Regia di François Ozon

«Credi che inventiamo noi le persone che amiamo?» chiede il sedicenne Alex dopo la cruenta interruzione di sei settimane d’idillio col suo primo amore, David. Un’epifania che è speranza e insieme la più totale delle disillusioni; il momento in cui si capisce che innamorarsi significa, inevitabilmente, sceneggiare l’amore, e che l’amato lo scriviamo sempre un po’ noi, inventandolo nella nostra testa, un fantasma ideale. Un fantasma che Alex riporta in vita, appunto, scrivendo, battendo sui tasti e trovando il suo habitat in quel pertugio fertile tra vita e romanzo dove così spesso vivono i personaggi di Ozon. Il quale adatta liberamente un libro della sua adolescenza, Danza sulla mia tomba di Aidan Chambers, innestando il romanzo di formazione su impalcatura noir: David è presentato subito come «il futuro cadavere» e la voce off di Alex, enunciando le «entrate in scena» come se la sua memoria fosse un copione, ci accompagna nel disvelamento di una vertigine tra mélo e polar, due ragazzi e una femme (suo malgrado) fatale. Il repertorio ozoniano dispiegato - dalla spiaggia alla robe d’été di Alex en travesti fino al rapporto (voyeuristico, hitchcockiano, certo) tra gli scritti di Alex e il prof avido lettore, come in Nella casa - è tanto ampio che si farebbe torto al film nel ridurlo a una summa di cifre autoriali. Perché Estate ’85 è anche, soprattutto, un film bellissimo sulle tracce (d’inchiostro, di sangue, di colpa) che gli amati assenti (gli amori, ma anche i padri) lasciano su di noi, per noi; un film sull’importanza di capire ciò che è stato (été, in originale, ha duplice significato) per poter finalmente smettere di essere un personaggio e «scappare dalla storia».

I 400 colpi

PA
6
PMB
5
SE
9
IF
8
MG
7
RM
7
EM
7
RMO
7
GAN
7
LP
8
GS
7
media
7.1
Estate '85 (2020)
Titolo originale: Été 85
Regia: François Ozon
Genere: Drammatico - Produzione: Francia - Durata: 90'
Cast: Félix Lefebvre, Benjamin Voisin, Valeria Bruni Tedeschi, Melvil Poupaud, Philippine Velge
Sceneggiatura: François Ozon

Pallini di FilmTv

Humour
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo

Vuoi vedere il film in streaming?


Ilaria Feole

Ilaria Feole è nata nell’anno di Il grande freddo, Il ritorno dello Jedi e Monty Python – Il senso della vita e tutto quello che sa l’ha imparato da questi tre film. Scrive di cinema e televisione per Film Tv e  Spietati.it. È autrice della monografia Wes Anderson - Genitori, figli e altri animali edita da Bietti Heterotopia.

FilmTv.Press è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963 - Registrazione Tribunale di Milano n° 109 del 6 maggio 2019
Credits - Contatti - Supporto tecnico
Privacy Policy