Punta sacra di Francesca Mazzoleni - la recensione di FilmTv

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Sergio M. Grmek Germani dice che Questa è la vita è il film da salvare oggi in TV.
Su RaiMovie alle ore 06:50.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Noi siamo orfani della Rivoluzione. E spesso pensiamo che non c'è più una vittoria possibile, che il mondo è disincantato e alla fine ci rassegniamo. Il cinema, al contrario, ci dice, a suo modo, che ci sono vittorie possibili anche nel mondo peggiore.... Non bisogna disperarsi. È quel che il cinema ci racconta, io credo. Ed è per questo che dobbiamo amarlo. (Alain Badiou)»

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Mariuccia Ciotta

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Recensione pubblicata su FilmTv 23/2021

Punta Sacra


Regia di Francesca Mazzoleni

Come si racconta una comunità oggi? E cosa significa documentario e messa in scena? A queste domande - che sono anche questioni teoriche - Francesca Mazzoleni offre una risposta a dir poco entusiasmante. Nel raccontare la vita delle famiglie che popolano l’Idroscalo di Ostia, la giovanissima regista adotta un registro empatico, che le permette di mettersi all’ascolto delle storie che le sono offerte. Nell’organizzare il racconto, però, non commette l’errore di adottare una forma estranea alle persone incontrate (quindi cambiando posizione e riaffermando la sua autorità), ma crea una moltitudine di voci che restituisce l’energia orale delle testimonianze come una ballata popolare o un rap di periferia. Il contrappunto musicale di Teho Teardo funge non solo da complemento musicale, ma costituisce il “basso profondo” del racconto. Il risultato - straordinario - è che i seguaci del cinema del reale duro e puro magari storcono un pochino la bocca rispetto a quelle che possono reputare scelte “facili”; gli altri - invece - ritroveranno il sapore dei racconti politici dei migliori film di De Santis e Castellani. Francesca Mazzoleni, infatti, consapevole che la realtà è sempre una finzione, crea un racconto che è organico alle voci e agli sguardi e, cosa ancora più importante, alle speranze delle famiglie dell’idroscalo. Non si può immaginare gesto più politico. Motivo per cui il film resta impresso profondamente negli occhi. Vincitore del principale premio a Visions du réel 2020, festival chiave del cinema del reale, Punta sacra dimostra ancora una volta la straordinaria vitalità del “documentario” italiano.

Punta Sacra (2020)
Titolo originale: -
Regia: Francesca Mazzoleni
Genere: Documentario - Produzione: Italia - Durata: 94'

Sceneggiatura: Francesca Mazzoleni
Musiche: Lorenzo Tomio
Montaggio: Elisabetta Abrami
Fotografia: Emanuele Pasquet

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Giona A. Nazzaro

Delegato generale Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Programmatore Visions du Réel di Nyon (Svizzera). Collaboratore Festival del Film di Locarno. Autore di libri e saggi. Dischi, libri, gatti, i piaceri. Il resto, in divenire.

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