Amazing Grace di Alan Elliott, Sydney Pollack - la recensione di FilmTv

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«All work and no play makes Jack a dull boy»

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Recensione pubblicata su FilmTv 24/2021

Amazing Grace


Regia di Alan Elliott, Sydney Pollack

Cronaca di un trionfo annunciato ma rimasto patrimonio di pochi. A 29 anni e all’apice della sua carriera, Aretha torna dove tutto ha avuto inizio, a cantare gospel in una chiesa. Solo che “cantare” è un termine estremamente riduttivo se l’argomento del contendere è Aretha Franklin nel 1972. Oltre all’estensione vocale che l’ha sempre accompagnata, sono la purezza cristallina e la naturalezza nell’interpretazione a rendere Aretha unica e irripetibile. Amazing Grace arriva a noi solo mezzo secolo dopo, per una serie di sfortunate circostanze: prima un errore tecnico della ciurma, condotta da un giovane Sydney Pollack, e infine - dopo certosina ricostruzione della sincronizzazione audio-video - il blocco da parte di Aretha e famiglia. Vedere Amazing Grace nel 2021 non solo non toglie nulla all’esperienza, ma aggiunge una patina vintage, una sensazione da bei tempi andati per la quale forse non esiste sintesi migliore (per quanto forzata nella sua semplificazione) di “classicità”. Ogni sermone cantato, ogni gesto spontaneo o movimento del corpo allude a un microcosmo in cui solo fede e passione hanno diritto di cittadinanza. Per un’ora e mezzo siamo chiusi in un contesto intimo, che ha saputo tenere il male fuori dalla porta, almeno per due serate. Non è esagerato affermare che Amazing Grace, a prescindere dal suo evidente status di “bozza” riveduta e corretta, possa sedere nel club esclusivo riservato a titoli come L’ultimo valzer o Gimme Shelter. O per meglio dire entrare di diritto nel canone, in materia di traduzione cinematografica dell’esperienza di un concerto dal vivo. 

Amazing Grace (2019)
Titolo originale: Amazing Grace
Regia: Alan Elliott, Sydney Pollack
Genere: Documentario - Produzione: Usa - Durata: 89'
Cast: Aretha Franklin, James Cleveland, Alexander Hamilton, Cornell Dupree, Kenny Luper, Poncho Morales, Bernard Pretty Purdie, Chuck Rainey, Christine Adams, Alonzo Atkins
Musiche: Aretha Franklin
Montaggio: Jeff Buchanan

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Emanuele Sacchi

Nato nella città delle due discoteche e 106 farmacie, presto smarrito nei meandri del rock e del cinematografo. È ingegnere informatico, benché si finga pensatore umanista. Giornalista pubblicista, critico cinematografico e musicale, collabora con FilmTv, MYmovies.itRumore, Filmidee, Asiaexpress ed è direttore della testata web Hong Kong Express (www.hkx.it). È autore di 50x35mm - Soundtrack Rumorose (Homework, 2016), con Stefano Locati di Il nuovo cinema di Hong Kong - Voci e sguardi oltre l'handover (Bietti, 2014) e con Francesca Monti di Richard Linklater - La deriva del sogno americano (Bietti, 2017). Film: Apocalypse Now (ma non Redux). Album: Forever Changes dei Love (anche per il titolo).

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