Maschile singolare di Alessandro Guida, Matteo Pilati - la recensione di FilmTv

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Roberto Silvestri dice che La nera di..., è il film da salvare oggi in TV.
Su Rai3 alle ore 01:15.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Noi siamo orfani della Rivoluzione. E spesso pensiamo che non c'è più una vittoria possibile, che il mondo è disincantato e alla fine ci rassegniamo. Il cinema, al contrario, ci dice, a suo modo, che ci sono vittorie possibili anche nel mondo peggiore.... Non bisogna disperarsi. È quel che il cinema ci racconta, io credo. Ed è per questo che dobbiamo amarlo. (Alain Badiou)»

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Mariuccia Ciotta

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Recensione pubblicata su FilmTv 24/2021

Maschile singolare


Regia di Alessandro Guida, Matteo Pilati

Lasciato da Lorenzo, dopo una convivenza più che decennale, Antonio scopre di aver vissuto sempre all’ombra del compagno, anche economicamente. Sull’orlo della disperazione è sorretto dall’amica Cristina, ma soprattutto dal marchettaro Denis, con la fissa per il melodramma, che gli affitta una stanza. Con quest’ultimo e grazie anche alla complicità del fornaio Luca riscopre l’effervescenza di una vita da single, in una sfrenata sarabanda sessuale, fino a un nuovo possibile amore. Ma è davvero pronto? Una commedia queer, tra il romanzo di formazione e la rappresentazione di una collettività inquieta, sbandata e fragile nella sua evanescenza, che s’incaglia presto in dinamiche semplicistiche e futili, puntando sull’improbabile volontà di essere perfino spregiudicata, nel linguaggio e nel pudico svelamento dei corpi. Ne esce un quadro disarmante delle relazioni, declinando la complessità di un mondo complicato nella sua prevalente esuberanza erotica (appena accennata), ma senza scavarne un’autentica affermazione di sé. Certo Matteo Pilati e Alessandro Guida firmano un’opera prima-commedia, ma è tutto così platealmente mitigato, tra il luccicare di corpi (attori ovviamente belli) e gli incroci destabilizzanti di gelosie e fraintendimenti, dove lo spaesamento del protagonista, nella scoperta di una “libertà” sconosciuta, sfuma in una retorica al contrario. Non bastasse: spunta infine il dramma e l’inevitabile tentativo della riconciliazione con Lorenzo. Poteva essere una sfrontata e vitale certificazione di una scena alternativa (rara nel nostro cinema), è purtroppo la conformistica lettura di chi osa senza osare. 

Maschile singolare (2021)
Titolo originale: -
Regia: Alessandro Guida, Matteo Pilati
Genere: Commedia/Sentimentale - Produzione: Italia - Durata: 101'
Cast: Giancarlo Commare, Eduardo Valdarnini, Michela Giraud, Gianmarco Saurino, Lorenzo Adorni, Carlo Calderone, Barbara Chichiarelli, Giuseppe Paternò Raddusa, Gabriele De Luca, Elisabetta De Vito
Sceneggiatura: A. Guida, M. Pilati, G. Paternò Raddusa

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