Luca di Enrico Casarosa - la recensione di FilmTv

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La citazione

«All work and no play makes Jack a dull boy»

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Recensione pubblicata su FilmTv 25/2021

Luca


Regia di Enrico Casarosa

I film Pixar sono lo specchio del mondo, o meglio di quello che l’Occidente ritiene socialmente e culturalmente rilevante, metafisica ed escatologia comprese (vedi Coco e Soul). Se Luca, diretto dall’italiano Enrico Casarosa, esordiente nel lungometraggio dopo il corto La luna, mette in scena ragazzi-pesce che nascondono di essere tali in un paesello ligure, simulano la normalità con gli inconvenienti del caso (non possono bagnarsi) e alla fine vengono accettati per quello che sono, scoprendo perdipiù di non essere soli («anche se ci sarà sempre qualcuno a cui non piacerete», vengono realisticamente ammoniti), è ovvio che la storia è stata scelta per tutte le implicazioni e le simbologie di cui si può caricare. E ben venga che ci sia chi vede nei due ragazzi-pesce l’emblema degli immigrati o del coming out delle persone LGBT, e magari protesta per opposti motivi: il regista, la Pixar e la Disney diranno che no, non era assolutamente nelle loro intenzioni; ma nel 2021 un film così a ciò si presta. E una volta messo in scena il dramma dell’integrazione del diverso, questo viene puntualmente risolto, almeno nel piccolo mondo digitale ed escapista di Portorosso, sospeso in un limbo datato e nostalgico da contrapporre a un presente angoscioso. Sennò a che cosa servono i film? Ciò detto, Luca fa con l’Italia ciò che Coco faceva con il Messico: un colorato viaggio negli stereotipi, su misura per uno spettatore globalizzato. È un viaggio abbastanza preciso per non respingere il pubblico locale, cioè noi italiani, che apprezziamo dettagli come le persiane verdi delle case liguri, o le scarpe da barca e il maglioncino (che però dovrebbe essere di cotone, non di lana) portato sulle spalle dal gradasso Ercole Visconti. E con spirito midcult tira in ballo Calvino, Fellini, Mastroianni e De Sica come marchi al tempo stesso esotici e rassicuranti, poetici ma accessibili. Certo, il sorriso benevolo a volte si piega nello sconforto, come quando in colonna sonora spuntano, decontestualizzati, Edoardo Bennato (Il gatto e la volpe), Gianni Morandi (Fatti mandare dalla mamma) e Rita Pavone (Viva la pappa col pomodoro), con una logica che è quella dello spot, o se vogliamo, di un post-postmoderno alla canna del gas (ma se è per questo in Parasite ci siamo beati di In ginocchio da te, sempre del Gianni). Più interessante, caso mai, l’esplicita intenzione di condensare oltre mezzo secolo di immaginario per l’infanzia: dalla mamma Daniela Paguro ricalcata sui Mumin di Tove Jansson al tema del pesce che esce fuori dall’acqua di Un pesce è un pesce di Leo Lionni e ovviamente di Ponyo sulla scogliera di Miyazaki - che spunta un po’ ovunque, fino ai disegni dei titoli di coda, dove prosegue la storia come in Il mio vicino Totoro - e cento altre cose che non ho riconosciuto (anche se, passando ai film per i grandi, non manca un pizzico di Avatar). E qui emerge la politica disneyana dell’immaginario, che è al tempo stesso ecumenica e monopolista. Involontariamente, per carità.

I 400 colpi

AA
6
PMB
7
MC
9
AC
6
FDM
6
SE
8
IF
6
AF
7
RM
6
FM
8
RMO
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LP
7
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8
RS
9
FT
5
media
7.0
Luca (2021)
Titolo originale: Luca
Regia: Enrico Casarosa
Genere: Animazione - Produzione: Usa - Durata: 95'

Sceneggiatura: Jesse Andrews, Enrico Casarosa

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Erotismo

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Alberto Pezzotta

Alberto Pezzotta si è occupato di cinema italiano (Ridere civilmente. Il cinema di Luigi Zampa; Il western italiano; Regia Damiano Damiani; Mario Bava; la curatela, con Stefania Parigi, di Il lungo respiro di Brunello Rondi), di storia della critica (La critica cinematografica; la curatela, con Anna Gilardelli, di Alberto Moravia, Cinema italiano. Recensioni e interventi 1933-1990), di cinema orientale (Tutto il cinema di Hong Kong). Ha collaborato alla Storia del cinema mondiale di Gian Piero Brunetta e alla Storia del cinema italiano del CSC, oltre che a riviste come “Bianco e Nero”, "Imago", “8 1/2”. Scrive di cinema e musica su "Blow Up". Ha tradotto libri, tra gli altri, di Chinua Achebe, Eric Bogosian, Harry Crews, James Dickey, Barry Gifford, Jim Harrison, Hanif Kureishi, Lorrie Moore, Joyce Carol Oates, Hugues Pagan, Derek Raymond, Colm Tóibín.
Twitter: @APezzotta.

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