Xtremo di Daniel Benmayor - la recensione di FilmTv

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Roberto Silvestri dice che La nera di..., è il film da salvare oggi in TV.
Su Rai3 alle ore 01:15.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Tutti i luoghi che ho visto, che ho visitato ora so ne sono certo: non ci sono mai stato. (Giorgio Caproni - Esperienza)»

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Pedro Armocida

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Recensione pubblicata su FilmTv 26/2021

Xtremo


Regia di Daniel Benmayor

Il vecchio boss di una organizzazione criminale spagnola spera che a succedergli siano la figlia María con il luogotenente Maximo (Decimo Meridio... più o meno), ma il figlio Lucero ha altri piani e cerca di sbarazzarsi di tutti. A Maximo stermina la famiglia, lo crede morto e si mette il cuore in pace, ma il gladiatore si dà alla macchia per organizzare la vendetta. Secondo il regista Daniel Benmayor Xtremo sarebbe il primo action marziale nella storia del cinema iberico. Il progetto non è nuovo però, il protagonista Teo García, autore del soggetto, aveva bussato alle porte dei produttori per 14 anni prima di trovarne una aperta a Netflix. La quale persegue evidentemente una strategia precisa favorendo produzioni in spagnolo, sempre più numerose e di ogni tipologia. Il risultato dal punto di vista narrativo è davvero la solita roba: una trama pressoché inesistente se non nelle linee generali e nessuno sforzo per definire i personaggi, le cui parabole sono prevedibilissime. La differenza la fa allora lui, Teo García, kickboxer e karateka di prim’ordine, molto pulito negli stunt, «un misto tra John Wayne e Bruce Lee» come dice un avversario a un certo punto. Anche coreografo delle scene d’azione, non sacrifica i combattimenti sull’altare dei ralenti e degli effetti speciali ed è al centro di almeno una sequenza memorabile, quella del bagno della discoteca. Tre minuti e mezzo di combattimento brutale e perfetto, veramente spettacolare. Se Xtremo lo guardate per questo, per la rappresentazione marziale, fa il suo lavoro e lo fa discretamente, se invece cercate il buon cinema lasciate stare.

Xtremo (2021)
Titolo originale: Xtremo
Regia: Daniel Benmayor
Genere: Azione/Gangster - Produzione: Spagna - Durata: 111'
Cast: Teo García, Óscar Jaenada, Óscar Casas, Andrea Duro, Sergio Peris-Mencheta, Alberto Jo Lee, Luis Zahera, Juan Diego, Andrés Herrera, Nao Albet
Sceneggiatura: Ivan Ledesma

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Mauro Gervasini

Firma storica di Film Tv, che ha diretto dal 2013 al 2017, è consulente selezionatore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e insegna Forme e linguaggi del cinema di genere all'Università degli studi dell'Insubria. Autore di Cuore e acciaio - Le arti marziali al cinema (2019) e della prima monografia italiana dedicata al polar (Cinema poliziesco francese, 2003), ha pubblicato vari saggi in libri collettivi, in particolare su cinema francese e di genere.

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