Chernobyl 1986 di Danila Kozlovskiy - la recensione di FilmTv

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Pier Maria Bocchi dice che Film d'amore e d'anarchia, ovvero stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza... è il film da salvare oggi in TV.
Su Cine34 alle ore 10:50.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Quando chiesero a Marx cos’è la dittatura del proletariato rispose: ”la Comune di Parigi, perché ha abolito l’esercito e la polizia”. Poi vennero i Soviet e Solidarnosc. Questo è il movimento. Non nacquero per caso. (C.L.R. James)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 31/2021

Chernobyl 1986


Regia di Danila Kozlovskiy

Presentato in fase di produzione e lancio come la “risposta russa” alla miniserie HBO Chernobyl, il film diretto e interpretato dalla star moscovita Danila Kozlovskij (già in Dovlatov e nella serie Vikings) “risponde” innanzitutto rimettendo al centro della messa in scena ciò che lì era stato espunto: l’eroismo romantico e la narrazione epica degli uomini che si immolarono per arginare le conseguenze del disastro nucleare. Dedicato ai liquidatori di Chernobyl, il film segue infatti il punto di vista dell’aitante e irrequieto pompiere Alex (Kozlovskij appunto), in procinto di dire addio a Prypiat proprio nelle ore in cui il reattore della centrale esplode: a richiamarlo indietro sono il senso del dovere ma, soprattutto, l’amore per il figlio che non sapeva di avere, e che alle radiazioni è stato esposto. Niente prima, dunque (nulla si dice della catena di incidenti e decisioni risultanti nella catastrofe), né dopo: il film si concentra sulle spedizioni dei liquidatori chiamati a immergersi in missione suicida nell’acqua bollente e contaminata della centrale per impedire una ulteriore esplosione. L’intreccio di mélo e catastrofico ha una sua datata efficacia (molto Hollywood anni 90), con lunghe e complesse scene d’azione subacquee, ma la scelta di stringere lo sguardo sul dramma di un singolo uomo esemplare trasforma il disastro in uno sfondo generico, sulle cui cause e implicazioni si glissa con la patinata astuzia dei dialoghi a effetto; quando Alex chiede di chi sia la responsabilità dell’esplosione, il collega risponde laconico: «Ha davvero importanza?», dando alla “risposta russa” la forma scivolosa di una domanda retorica.

I 400 colpi

MC
6
IF
5
FM
4
RMO
4
RS
6
FT
5
media
5.4
Chernobyl 1986 (2021)
Titolo originale: Chernobyl
Regia: Danila Kozlovskiy
Genere: Mélo/Catastrofico - Produzione: Russia - Durata: 136'
Cast: Danila Kozlovskiy, Oksana Akinshina, Filipp Avdeev, Ravshana Kurkova, Nikolay Kozak, Igor Chernevich, Artur Beschastnyy, Nikolay Samsonov, Anton Shwartz, Andrey Archakov, Samvel Tadevosian, Maria Abramova, Dmitriy Beseda, Natalia Blazhievskaya, Daniela B
Sceneggiatura: Elena Ivanova, Aleksey Kazakov

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Ilaria Feole

Ilaria Feole è nata nell’anno di Il grande freddo, Il ritorno dello Jedi e Monty Python – Il senso della vita e tutto quello che sa l’ha imparato da questi tre film. Scrive di cinema e televisione per Film Tv e  Spietati.it. È autrice della monografia Wes Anderson - Genitori, figli e altri animali edita da Bietti Heterotopia.

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