Beckett di Ferdinando Cito Filomarino - la recensione di FilmTv

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La citazione

«Quando la leggenda diventa realtà, si stampi la leggenda (John Ford)»

scelta da
Emanuela Martini

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Recensione pubblicata su FilmTv 32/2021

Beckett


Regia di Ferdinando Cito Filomarino

Grecia 2010, tra default e incubo Alba dorata. Prima parte: lezione di suspense. In vacanza invernale, il turista americano Beckett (John David Washington), esperto in informatica ma capra in politica, diventa bersaglio di una hitchcockiana caccia all’uomo, dopo un incidente d’auto nel quale muore la sua adorata, sensuale ed eccentrica ragazza, April (Alicia Vikander). Un improvviso colpo di sonno notturno gli fa perdere il controllo della macchina che sfonda il muro di una casa rurale dopo un volo nel burrone. Trovandosi nel posto sbagliato nel momento sbagliato - e ci sono anche un bimbo rapito e un politico che va fermato - Beckett vede cose che non deve vedere. Seconda parte: critica al “thriller politico alla CostaGavras”. Costretto a fuggire, raggiunge, dal gelido nord alla Angelopoulos, una Atene rossa di fibrillazione anti trojka, dopo che lui e chi l’ha aiutato (turisti, apicoltori, cacciatori, militanti di sinistra) hanno subito ripetute punizioni squadriste. Turbato da sensi di colpa e istinto di morte, Beckett in un crescendo di ferocia raggiunge l’ambasciata Usa. Poiché ha ferito un ambiguo ufficiale di polizia, un funzionario CIA vuole consegnarlo alle autorità... Scritto da Kevin A. Rice, tra Demme e Steve Tesich (Eleni), diretto da Cito Filomarino, più Bertolucci che Tenet, musicato da Sakamoto, montato da Walter Fasano e illuminato da Sayombhu Mukdeeprom (che rendono omogeneo qualunque cambio bizzarro di tensione), prodotto da Guadagnino per superare in supermasochismo James Caan, su richiesta di Netflix ha cambiato titolo. Era più noir, Born to Be Murdered. Da non confondere con Beket di Davide Manuli.

I 400 colpi

PMB
4
MC
8
AF
5
MG
6
FM
2
RMO
7
LP
7
ES
8
GS
5
RS
8
media
5.9
Beckett (2021)
Titolo originale: Beckett
Regia: Ferdinando Cito Filomarino
Genere: Thriller - Produzione: Italia/Usa/Brasile/Grecia - Durata: 108'
Cast: John David Washington, Alicia Vikander, Boyd Holbrook, Vicky Krieps, Daphne Alexander, Abe Cohen, Lena Kitsopoulou, Panos Koronis, Marc Marder, Isabella Margara, Andreas Marianos, Dimitra Mesimerli, Myrsini Morelli, Yorgos Pirpassopoulos, Olga Spyraki, L
Sceneggiatura: Kevin A. Rice

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Roberto Silvestri

Al cinema sono transgender (da Lloyd Kaufman a Straub-Huillet passando per Claudia Weil e Jerry Lewis). Primo film visto Scaramouche, primo film perso I cavalieri della tavola rotonda. Tessera Filmstudio dal 1968. Cofondatore del Politecnico cinema nel 1974.  Critico del manifesto dal 1977 al 2012. Nato a Lecce. Studi con Garroni, Brandi, Abruzzese. Registi preferiti Bunuel e Rocha (sia Paulo che Glauber), Aldrich e Siegel. De Antonio e Grifi. Diop Mambety e Ghatak. Dorothy Arzner e Stephanie Rothman (nata a Paterson come Lou Costello), Fassbinder e Aki Kaurismaki, Russ Meyer e… Rivista di cinema preferita Velvet Light Trap/Camera Obscura. E oggi Trafic. Consigli ai giovani appassionati di cinema? Partire dai formalisti russi.

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