Sibyl - Labirinti di donna di Justine Triet - la recensione di FilmTv

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La citazione

«Se una rana avesse le ali non sbatterebbe tante volte il culo per terra (John McCabe)»

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Emanuela Martini

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Recensione pubblicata su FilmTv 35/2021

Sibyl - Labirinti di donna


Regia di Justine Triet

La psicoanalista Sibyl torna alla sua prima passione, la scrittura, e interrompe quasi tutte le terapie per consacrarsi a un libro. Non respinge, però, la richiesta di aiuto di un’attrice in crisi, Margot, che diventa sua paziente e, in barba all’etica professionale, carne viva dalla quale trarre materia romanzesca. Ma Margot è anche un’altra donna in senso alleniano, un’esperienza di vita sfogliando la quale la protagonista rilegge la propria, chiamando in causa i suoi fantasmi. In equilibrio tra i due ruoli di terapeuta e scrittrice, Sibyl manipola la giovane, prolungandone i drammi a suo vantaggio, avviando una spirale pericolosa che non riesce a controllare. E che finisce col travolgerla. Triet, seguendo l’evolversi della creazione letteraria di Sibyl (Virginie Efira, strepitosa), compone il film accostandovi frammenti del tormentato passato della donna (la traumatica morte della madre, l’alcolismo, la storia d’amore col padre della prima figlia). Lo fa senza premesse o didascaliche indicazioni, come semplici echi sul presente, note a margine che dicono dei motivi personali che proliferano, vertiginosi, e del percorso di autoanalisi che vanno a innescare. Soprattutto, pur ammiccandovi o praticandola apertamente, non piega mai la commedia a velo pretestuoso volto a celare la disperazione: il baratro esistenziale, ai bordi del quale la protagonista cammina, rimane sempre visibile, minaccioso, oscuro. Merito di una scrittura di precisione rara che sfuma mirabilmente il ritratto di una donna condannata a fingere. E che solo alla fine saprà concedersi il lusso di un rimpianto.

Sibyl - Labirinti di donna (2019)
Titolo originale: Sibyl
Regia: Justine Triet
Genere: Drammatico - Produzione: Francia - Durata: 100'
Cast: Virginie Efira, Adèle Exarchopoulos, Laure Calamy, Paul Hamy, Sandra Hüller, Niels Schneider, Gaspard Ulliel, Natascha Wiese
Sceneggiatura: Justine Triet, Arthur Harari

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Luca Pacilio

Posseduto dalla diabolica Torino, vicedirettore della rivista cinematografica online Gli Spietati, per Film TV cura la sua malattia (la videomusica) e (dunque) la rubrica Videostar, dedicata agli autori e ai protagonisti del video musicale contemporaneo. Amando perdere, e non seguendo il calcio, coltiva le enciclopedie fallimentari di Peter Greenaway.

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