Europa di Haider Rashid - la recensione di FilmTv

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La citazione

«Scrivere è anche non parlare (Marguerite Duras)»

scelta da
Marianna Cappi

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Recensione pubblicata su FilmTv 35/2021

Europa


Regia di Haider Rashid

 Un giovane profugo iracheno, seviziato da guerra, invasione, scafisti e mediatori d’ogni sorta, scavalca di notte, in gruppo, e miracolosamente, l’ultimo muro, tra la Turchia e la Bulgaria. Sfugge a manette, cani feroci e guardie di confine, e più fortunato di altri connazionali colpiti a morte, ma aggredito da freddo, fame e sete, riesce a sgusciare, scarpe rotte e passaporto in pericolo, tra i boschi e sui monti, braccato, albero dopo albero, da fanatici armati e incappucciati. Ne ferisce o uccide uno per legittima difesa, prima di sbucare sulla strada asfaltata, rubare patate fin quasi a strozzarsi e incrociare civili, circospetti e paurosi. Approderà salvo e tutelato nella democratica Europa? La cinepresa non lo lascia un attimo mentre terrore, disperazione, ostinazione, speranza, prudenza, affanno, stanchezza affollano immagini prive di dialogo. Figlio di Erfan Rashid, critico iracheno da anni esule in Italia, cineasta totale fiorentino, Haider Rashid in questo suo terzo lungometraggio, un’asciutta co-produzione Italia/Kuwait selezionata dalla Quinzaine di Cannes 2021, dà un nome e un volto indelebili (l’ottimo attore libico-inglese dai grandi occhi “sumeri” Adam Ali, virtuoso dell’immedesimazione) alla moltitudine anonima di cittadini obbligati a emigrare “pericolosamente” dagli stessi stati che non li vogliono accogliere, ma poi li sfruttano. Erano ben altri i clandestini e profughi politici di Lars Von Trier 30 anni fa, in Europa, di cui questo film è l’antitesi: più breve, senza star, a colori (il set bulgaro è ricostruito in una Toscana bellissima e arcadica, a contestare i luoghi comuni del filone “l’incubo della caccia all’uomo”).

I 400 colpi

MC
7
MG
6
RM
6
GAN
6
RS
7
media
6.5
Europa (2021)
Titolo originale: -
Regia: Haider Rashid
Genere: Drammatico - Produzione: Italia/Usa/Iraq - Durata: 75'
Cast: Adam Ali, Svetlana Yancheva, Mohamed Zouaoui, Michael Segal, Ivan Forlani, Ahmet Oztürk, Pietro Ciciriello
Sceneggiatura: Haider Rashid, Sonia Giannetto

Pallini di FilmTv

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Roberto Silvestri

Al cinema sono transgender (da Lloyd Kaufman a Straub-Huillet passando per Claudia Weil e Jerry Lewis). Primo film visto Scaramouche, primo film perso I cavalieri della tavola rotonda. Tessera Filmstudio dal 1968. Cofondatore del Politecnico cinema nel 1974.  Critico del manifesto dal 1977 al 2012. Nato a Lecce. Studi con Garroni, Brandi, Abruzzese. Registi preferiti Bunuel e Rocha (sia Paulo che Glauber), Aldrich e Siegel. De Antonio e Grifi. Diop Mambety e Ghatak. Dorothy Arzner e Stephanie Rothman (nata a Paterson come Lou Costello), Fassbinder e Aki Kaurismaki, Russ Meyer e… Rivista di cinema preferita Velvet Light Trap/Camera Obscura. E oggi Trafic. Consigli ai giovani appassionati di cinema? Partire dai formalisti russi.

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