Come un gatto in tangenziale - Ritorno a Coccia di Morto di Riccardo Milani - la recensione di FilmTv

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Pier Maria Bocchi dice che Film d'amore e d'anarchia, ovvero stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza... è il film da salvare oggi in TV.
Su Cine34 alle ore 10:50.

Avventure da vedere e rivedere, capolavori dell’animazione e lezioni sul rapporto tra uomo e natura: sono i film dello Studio Ghibli, (quasi) tutti disponibili su Netflix.

È una questione di intesa. Lo sguardo di Jonah Hill su Stevie è simile a quello di Jodie Foster su Fred in Il mio piccolo genio . Entrambi con lo stesso provvisorio smarrimento, la stessa solitudine. Con una differenza: l’attrice, nel suo esordio nella regia, era anche protagonista. Jonah Hill no: si affida anima e corpo al bravissimo protagonista, Sunny Suljic, già sorprendente in Il sacrificio del cervo sacro . E poi ancora strani incroci: Scott Rudin, tra i produttori di Mid90s e anche di Il mio piccolo genio .

Il miglior film hollywoodiano dell’anno l’ha fatto la HBO, naturalmente è una miniserie e non un film, ma della Hollywood perduta (non necessariamente quella classica) riprende l’impostazione e la tradizione di trarre da un bestseller un’opera d’autore colta e insieme popolare, come un tempo erano film quali Ragtime , La scelta di Sophie o Il colore viola .

«Continuare a vivere significa continuare a fare film» dice Máximo Espejo, il regista di Légami! È paralizzato sulla sedia a rotelle, in preda a pulsioni fisiche voraci e inappagabili per la bella protagonista, ma non importa: importa il cinema, che si fa «con il cuore e con i coglioni», e quelli funzionano. Il cinema si deve , anche se non si vede : il cinema si fa anche da ciechi, ed è il caso di Mateo Blanco, che perde la vista e l’amore in un incidente ma torna alla celluloide per ricomporre Gli abbracci spezzati .

Sperimentatore eccentrico con l’umiltà del mestierante o dell’artigiano, Nobuhiko Ôbayashi è divenuto un culto per caso, per la sua instancabile volontà di immaginare, al di fuori da ogni schema. Al nome del regista giapponese in genere viene associato un solo titolo: House (1977). Un caso difficilmente superabile di follia su pellicola, in cui l’immaginazione sale al potere senza che nessun limite - di budget, buon gusto o buon senso - la possa rallentare.

La citazione

«Povero pensiero... finisce sempre per sfracellarsi contro il muro dei fatti. (Lev Troskij)»

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Adriano Aiello

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Recensione pubblicata su FilmTv 35/2021

Come un gatto in tangenziale - Ritorno a Coccia di Morto


Regia di Riccardo Milani

È quasi commovente l’impegno con cui questo sequel delle vicissitudini della strana coppia “de Roma” Cortellesi-Albanese, lei borgatara oltre ogni possibilità di raffinamento, lui radical chic tanto idealista quanto ingenuo, si sforza di riportare dentro tutte le situazioni e i personaggi che hanno fatto la fortuna del primo capitolo. Al punto che i nuovi innesti - il prete barricadero e bello, dentro più ancora che fuori (Luca Argentero), e la neo fidanzatina snob rampante di Albanese (Felberbaum) - restano figurine sfocate e meno interessanti e si aspetta solo di rivedere Amendola coatto malavitoso, la svampitissima Bergamasco, le due gemelle, persino Franca Leosini. Però, va detto, non è male la parrocchia dove Monica finisce ai lavori sociali, tra suore buffamente sinistre e parroci svagati. Croce e delizia dei sequel: è sempre difficile trovare un equilibrio tra il ripetere (e di più) e l’innovare (senza snaturare). D’altronde anche il titolo promette un ritorno a Coccia di morto, inferno vacanziero sul litorale laziale, già molto citato nella commedia vanziniana, che c’è poi poco, giusto una parentesi onirica e il veloce epilogo (pronto già al terzo capitolo). Interessa di più far dialogare la rinata passione tra Monica e Giovanni con le contraddizioni di entrambi i loro mondi, tramite il pretesto del recupero di uno spazio di periferia nel quale lui s’è generosamente impegnato, ma si scivola qua e là in un pedagogismo moralista un po’ fastidioso (la passeggiata in monopattino per la grande bellezza di Roma). Peccato: quella di Milani (e Cortellesi) è tra le opzioni migliori della commedia italiana di oggi, però la tentazione di fare i maestrini rischia di sabotarne il graffio.

I 400 colpi

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7
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5
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RMO
6
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5
media
5.3
Come un gatto in tangenziale - Ritorno a Coccia di Morto (2021)
Titolo originale: -
Regia: Riccardo Milani
Genere: Commedia - Produzione: Italia - Durata: 110'
Cast: Paola Cortellesi, Antonio Albanese, Luca Argentero, Sarah Felberbaum
Sceneggiatura: Furio Andreotti, Giulia Calenda, Paola Cortellesi, Riccardo Milani

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Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.

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