Pozzis, Samarcanda di Stefano Giacomuzzi - la recensione di FilmTv

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La citazione

«Noi siamo orfani della Rivoluzione. E spesso pensiamo che non c'è più una vittoria possibile, che il mondo è disincantato e alla fine ci rassegniamo. Il cinema, al contrario, ci dice, a suo modo, che ci sono vittorie possibili anche nel mondo peggiore.... Non bisogna disperarsi. È quel che il cinema ci racconta, io credo. Ed è per questo che dobbiamo amarlo. (Alain Badiou)»

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Mariuccia Ciotta

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Recensione pubblicata su FilmTv 38/2021

Pozzis, Samarcanda


Regia di Stefano Giacomuzzi

Trae in inganno la virgola del titolo: i toponimi che lo compongono non sono da leggersi alla maniera di Paris, Texas ma come i capolinea di un pazzo viaggio dal Friuli al cuore della Via della seta, realizzato per davvero da una vecchia gloria del motociclismo e da un regista esordiente. Tra i due punti sulla mappa, oltre a svariate migliaia di km male asfaltati, ci sono un piccolo road movie, una tenera bromance e persino un giallo sotterraneo, perché il motociclista è stato dentro per omicidio e il compagno di viaggio vorrebbe saperne di più. Ma soprattutto c’è un doc fragile ma onesto, che vediamo farsi e disfarsi sotto i nostri occhi a seconda degli incidenti di percorso e dei ripensamenti del suo autore. E di fronte a tanto candore, si perdonano volentieri le piccole ingenuità.

Pozzis, Samarcanda (2021)
Titolo originale: -
Regia: Stefano Giacomuzzi
Genere: Documentario - Produzione: Italia - Durata: 86'

Sceneggiatura: Stefano Giacomuzzi
Montaggio: Stefano Giacomuzzi, Juan D’Auria
Fotografia: Matteo Sacher

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