Benvenuti in casa Esposito di Gianluca Ansanelli - la recensione di FilmTv

La citazione

«Noi siamo orfani della Rivoluzione. E spesso pensiamo che non c'è più una vittoria possibile, che il mondo è disincantato e alla fine ci rassegniamo. Il cinema, al contrario, ci dice, a suo modo, che ci sono vittorie possibili anche nel mondo peggiore.... Non bisogna disperarsi. È quel che il cinema ci racconta, io credo. Ed è per questo che dobbiamo amarlo. (Alain Badiou)»

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Mariuccia Ciotta

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Recensione pubblicata su FilmTv 39/2021

Benvenuti in casa Esposito


Regia di Gianluca Ansanelli

La trama è esile, il tono teatrale e, come da tradizione partenopea, tutto è incentrato sugli attori chiamati a reggere questa commedia in cui il regista, e anche unico sceneggiatore, Gianluca Ansanelli, all’opera terza dopo All’ultima spiaggia e Troppo napoletano (anche qui come produttori ci sono Alessandro Siani e i fratelli Cannavale, ma non più Cattleya Lab), cerca di mettere alla berlina la camorra; anche se gli affondi non sono mai veramente graffianti, perché il sistema criminale è troppo ridotto a macchietta. Tratto dall’omonimo romanzo di Pino Imperatore (il “fuoricampo” è affidato al sempre convincente Peppe Lanzetta), Benvenuti in casa Esposito racconta di Tonino Esposito, maldestro figlio di un boss della camorra del rione Sanità che non è proprio portato per quel “lavoro”. La commedia degli equivoci ha inizio e la contrapposizione narrativa principale è con il boss don Pietro De Luca (un Francesco Di Leva in libera uscita), che ha preso il posto dell’incompetente Esposito nella gestione del clan. Ma la comicità del film è costruita quasi esclusivamente sui “numeri” tra Tonino (protagonista assoluto il bravo Giovanni Esposito) e il suo braccio destro Enzuccio (il giovane Antonio Orefice), che gli fa da spalla senza temere confronti imbarazzanti con Totò e Peppino, con tanto di dettatura di un messaggio sul cellulare. La situazione comica dei loro sketch è però spesso allungata a dismisura, finendo per annacquarsi. Funziona, invece, un parodico momento musicale con il protagonista che canta E latitanza sia del cantante fantasma Enzo Savastano, creato da Antonio De Luca e Valerio Vestoso.

Benvenuti in casa Esposito (2021)
Titolo originale: -
Regia: Gianluca Ansanelli
Genere: Commedia - Produzione: Italia - Durata: 99'
Cast: Giovanni Esposito, Antonia Truppo, Francesco Di Leva, Nunzia Schiano, Noemi Piscopo, Luigi Chiocca, Gianni Ferreri, Peppe Lanzetta, Salvatore Misticone, Antonio Orefice, Betty Pedrazzi
Sceneggiatura: Gianluca Ansanelli

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Pedro Armocida

Nasco a Madrid nel 1971 quando ancora la Spagna non faceva parte della CE e qualche compagno litigioso alle elementari a Roma mi diceva: “Tornatene nel tuo paese”. Cosa che ho fatto spesso e con gioia. Ufficiale dell’Esercito mancato. Avvocato mancato, mi laureo in Lettere alla Sapienza con tesi sul cinema della Escuela de Barcelona, relatore Giovanni Spagnoletti, che nel Duemila mi chiama a organizzare www.pesarofilmfest.it, di cui dal 2015 sono il direttore artistico. Attualmente scrivo anche per Il Giornale, Ciak, 8½, dirigo le Edizioni dell’Altana e ho curato qualche libro tra cui Esordi italiani. Gli anni Dieci al cinema (2010-2015) (Marsilio) e, insieme ad altri, Romanzo popolare (Marsilio);  Cinema in Spagna oggi (Lindau), Oltre la frontiera. Il cinema messicano contemporaneo (Revolver), Il cinema argentino contemporaneo e l’opera di Leonardo Favio (Marsilio). Sogno un cimitero di campagna e io là. All'ombra di un ciliegio in fiore senza età. Per riposare un poco due o trecento anni. Giusto per capir di più e placar gli affanni.

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