Il ballo delle pazze di Mélanie Laurent - la recensione di FilmTv

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La citazione

«Ognuno prende i limiti del suo campo visivo per i confini del mondo. (Arthur Schopenhauer)»

scelta da
Simone Arcagni

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Recensione pubblicata su FilmTv 39/2021

Il ballo delle pazze


Regia di Mélanie Laurent

Eugénie Cléry, fanciulla borghese nella Parigi di fine Ottocento, vede la gente morta. Un dono opprimente di cui si sforza di comprendere il senso, ma che nessuno intorno a lei accetta, nemmeno il fratello che pure l’ama: per lei si aprono le porte della Salpêtrière, ospedale in cui vengono sepolte vive le donne pazze, deviate, isteriche, soltanto indocili; da lì non si esce, nemmeno da “guarite”, se un parente maschio non dà il permesso. Mélanie Laurent, al suo quinto lungo di fiction (il primo Amazon Original francese), adatta per lo schermo il bestseller omonimo di Victoria Mas, con intenti nobili e un immaginario d’epoca un poco polveroso: corsetti stritolanti e lume di candela, crocchie austere e fotografia patinata (alle luci il Nicolas Karakatsanis di Tonya e Crudelia), per denunciare le sevizie subite dalle “pazienti” e spacciate per cure d’avanguardia, tra cui bagni nel ghiaccio, somministrazione di laudano e celle d’isolamento. Se Eugénie, portatrice di un elemento fantasy trattato con elegante discrezione, è personaggio di fantasia, non è così per il luminare Charcot, che allestiva per i colleghi spettacoli scientifici in cui alle pazienti erano innescate le «belle crisi» che permettevano di studiare l’isteria; nel 1885, anno in cui il film si svolge, alla Salpêtrière passò un giovane Sigmund Freud. Eugénie e le altre “pazze” sono allora l’oscuro dietro le quinte di una fetta cruciale della cultura novecentesca, laboratorio di cavie senza nome dove infermiere incapaci di accettare il diverso da sé si facevano braccio violento del patriarcato: quello di Laurent, sotto i corsetti, è un richiamo al femminismo come esercizio di umanità. 

Il ballo delle pazze (2021)
Titolo originale: Le bal des folles
Regia: Mélanie Laurent
Genere: Drammatico/Storico - Produzione: Francia - Durata: 122'
Cast: Lou de Laâge, Mélanie Laurent, Emmanuelle Bercot, Benjamin Voisin, César Domboy, Cédric Kahn, Martine Chevallier, André Marcon, Coralie Russier, Valérie Stroh, Grégoire Bonnet, Mathilde Roehrich, Lauréna Thellier, Valentine Cadic, Christophe Montenez, Ca
Sceneggiatura: Mélanie Laurent, J. Decoin, C. Deslandes, Victoria Mas

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Ilaria Feole

Ilaria Feole è nata nell’anno di Il grande freddo, Il ritorno dello Jedi e Monty Python – Il senso della vita e tutto quello che sa l’ha imparato da questi tre film. Scrive di cinema e televisione per Film Tv e  Spietati.it. È autrice della monografia Wes Anderson - Genitori, figli e altri animali edita da Bietti Heterotopia.

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