Oslo di Bartlett Sher - la recensione di FilmTv

La citazione

«Scrivere è anche non parlare (Marguerite Duras)»

scelta da
Marianna Cappi

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Recensione pubblicata su FilmTv 39/2021

Oslo


Regia di Bartlett Sher

Chi ama la diplomazia, arte del compromesso, non perda Oslo, tv movie prodotto da Spielberg e Marc Platt (La La Land) per HBO sui nove mesi di trattative segrete che precedettero gli accordi di Oslo del settembre 1993. Missione impossibile che sancì comunque la nascita dell’Autorità palestinese e la legittimità, per l’OLP (Organizzazione per la liberazione della Palestina), dello stato di Israele. Mona Juul (Ruth Wilson), funzionaria al ministero degli esteri, e suo marito, il sociologo Terje Rød-Larsen (Andrew Scott), coppia geniale e ostinata, invitarono segretamente in Norvegia le due parti, dando ad acerrimi nemici la possibilità di parlarsi e litigare francamente. Se era illegale per un israeliano incontrare ufficialmente un “terrorista” dell’OLP, e viceversa, ecco che, in una regale villa lontana, nel freddo del nord, tra cene e liquori, lontani dai media, il miracolo diventava possibile, il dialogo fruttuoso e perfino amichevole. Solo nella Norvegia del Nobel per la pace e del governo laburista di Gro Harlem Brundtland l’indignazione per la mattanza della Prima intifada (fucili contro pietre) poteva spingere ad agire con tanta ingegnosa “illegalità”. Semplificando il dramma, premio Tony di J.T. Rogers (tre ore), lo specialista statunitense in musical Sher, che lo aveva portato a Broadway, ha girato a Praga, Londra e in Croazia con scioltezza ritmica e gusto cromatico, e senza tifare, regalando primi piani e esterni convincenti a un cast affiatato (playmaker il palestinese di Israele Salim Daw). Janusz Kaminski (Oscar per Schindler’s List e Salvate il soldato Ryan) rende omaggio allo Spielberg serio fin dalle prime sequenze: il vistoso cappotto giallo nel grigio-nero assoluto di una Oslo natalizia cita quello rosso...

Oslo (2021)
Titolo originale: Oslo
Regia: Bartlett Sher
Genere: Drammatico/Storico - Produzione: Usa - Durata: 118'
Cast: Ruth Wilson, Andrew Scott, David Olah, Sam Goldin, Karel Dobrý, Salim Daw
Sceneggiatura: J.T. Rogers

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Roberto Silvestri

Al cinema sono transgender (da Lloyd Kaufman a Straub-Huillet passando per Claudia Weil e Jerry Lewis). Primo film visto Scaramouche, primo film perso I cavalieri della tavola rotonda. Tessera Filmstudio dal 1968. Cofondatore del Politecnico cinema nel 1974.  Critico del manifesto dal 1977 al 2012. Nato a Lecce. Studi con Garroni, Brandi, Abruzzese. Registi preferiti Bunuel e Rocha (sia Paulo che Glauber), Aldrich e Siegel. De Antonio e Grifi. Diop Mambety e Ghatak. Dorothy Arzner e Stephanie Rothman (nata a Paterson come Lou Costello), Fassbinder e Aki Kaurismaki, Russ Meyer e… Rivista di cinema preferita Velvet Light Trap/Camera Obscura. E oggi Trafic. Consigli ai giovani appassionati di cinema? Partire dai formalisti russi.

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