The Last Duel di Ridley Scott - la recensione di FilmTv

La citazione

«Solo chi lascia il labirinto può essere felice, ma solo chi è felice può uscirne (Michael Ende - Lo specchio nello specchio)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 41/2021

The Last Duel


Regia di Ridley Scott

Lo scudiero Jacques Le Gris è alto e prestante, protagonista di scorribande a cavallo anche nel letto del conte Pierre d’Alençon, affollato di donnine festose, mentre il cavaliere Jean de Carrouges è un combattente serio, goffo e devoto di Carlo VI, il “re folle”. La loro storia segna l’ultimo “duello giudiziario”, avvenuto nella Francia medievale, lo scontro fino alla morte di due avversari in sostituzione di un regolare processo. È il “duello di Dio”, innocente il vincitore, colpevole lo sconfitto. Lo staff di Ridley Scott ricostruisce il fatto dividendosi i ruoli: Matt Damon e l’amico-complice Ben Affleck scrivono la sceneggiatura (insieme a Nicole Holofcener) dal romanzo di Eric Jager L’ultimo duello, e recitano uno nella corazza di Jean de Carrouges e l’altro nelle tuniche setose del conte Pierre dai capelli ossigenati, con allusione a un’attrazione erotica per il protégé Jacques, un Adam Driver superbo e seducente. Ma The Last Duel, Fuori concorso a Venezia 2021, non è il remake di I duellanti, esordio nel 1977 del regista di Blade Runner, né ruota intorno a uomini baldanzosi. Il “duello giudiziario” ha un unico, vero imputato, Marguertite de Thibouville (Jodie Comer), moglie di Jean de Carrouges. Credere o no alla sua accusa di stupro rivolta all’ex amico del marito Le Gris? È davvero così esasperante - «irritante oltre ogni possibilità di sopportazione» dice il vocabolario - da meritarsi l’aggressione? Sì, Marguerite è esasperante - l’aggettivo è di moda - perché sa leggere e scrivere, è una donna bella, orgogliosa e colta in mezzo a un branco di analfabeti con la spada. Insopportabile soprattutto agli occhi del dongiovanni Jacques Le Gris che si crede l’unico capace di citare i poemi classici. La scena della violenza - castello vuoto, lei è rimasta sola - si rivede tre volte con sfumature e angolature diverse, due dal punto di vista di Marguerite e di Jacques, e l’altra da quello del cinema, che si incarica di dirci la verità. Non siamo in un altro Rashomon, anche se nel corso del tempo molti storici e discendenti si sono divisi sui fatti, fino alla ricostruzione di Eric Jager. Ridley Scott non rinuncia a una massiccia messa in scena, tesse un arazzo di grandi battaglie e segue con cura i dettagli della vicenda storica, come la controversia tra i due rivali per il possesso dei territori di Aunou-le-Faucon, in Normandia. Sempre dentro una nuvola fumosa, il suo modo di filtrare la realtà e sospendere il “documentario” a favore dell’interpretazione. 29 dicembre 1386, l’abbazia di Saint-Martin-des-Champs accoglie gli sfidanti. In tribuna il re e la sua corte, sugli spalti il pubblico francese, in disparte Marguerite, incinta, vestita di nero, ieratica. Se il marito dovesse soccombere, lei sarà bruciata sul rogo. E così in un film inesorabile nel suo déjà vu, il genere di feudo, sangue e fango, si svolge un carosello finale divergente dai soliti scontri cavallereschi... Il fantasma di Giovanna d’Arco appare in uno slittamento di erotismo e santità, Ridley Scott omaggia la pulzella d’Orléans, sullo sfondo la Guerra dei cent’anni, e le dà il centro della Storia e dell’azione emotiva. Marguerite de Thibouville osserva il massacro, lo guida, è lei l’arbitro e il giudice, non più Dio.

I 400 colpi

PA
6
PMB
5
MC
7
FDM
7
SE
5
AF
6
MG
6
RM
3
EM
4
FM
5
RMO
7
GS
5
RS
6
media
5.5
The Last Duel (2021)
Titolo originale: The Last Duel
Regia: Ridley Scott
Genere: Drammatico/Storico - Produzione: Usa/Gb - Durata: 142'
Cast: Matt Damon, Adam Driver, Jodie Comer, Ben Affleck
Sceneggiatura: Nicole Holofcener, Ben Affleck, Matt Damon

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Mariuccia Ciotta

Mariuccia Ciotta, giornalista e critico cinematografico, autrice di programmi radio-televisivi, ha scritto saggi e libri su autori e generi. Tra le sue pubblicazioni: Walt Disney – Prima stella a sinistra (Bompiani), Da Hollywood a Cartoonia (manifestolibri), Un marziano in tv (Rai/Eri), Rockpolitik (Bompiani), il Ciotta-Silvestri - Cinema (Einaudi), Il film del secolo (Bompiani). Ha diretto il quotidiano il manifesto.

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