Pino di Walter Fasano - la recensione di FilmTv

La citazione

«Noi siamo orfani della Rivoluzione. E spesso pensiamo che non c'è più una vittoria possibile, che il mondo è disincantato e alla fine ci rassegniamo. Il cinema, al contrario, ci dice, a suo modo, che ci sono vittorie possibili anche nel mondo peggiore.... Non bisogna disperarsi. È quel che il cinema ci racconta, io credo. Ed è per questo che dobbiamo amarlo. (Alain Badiou)»

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Mariuccia Ciotta

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Recensione pubblicata su FilmTv 41/2021

Pino


Regia di Walter Fasano

Alma Jodorowsky, Suzanne Vega, Monica Guerritore e Michele Riondino evocano, in francese, inglese e italiano, vita e opere di Pino Pascali. È un puzzle d’amore, poetico e asincrono, di frammenti critici, eventi biografici, confessioni e performance dell’artista, sciabolate jazz, saldato dal montatore e qui regista del film, Walter Fasano, sull’adorato concittadino, il «cavallo indemoniato dell’arte contemporanea». Fasano ci stimola alle interpretazioni più libere e divergenti delle sue opere, perché Pascali esaltava l’unicità individuale della fruizione: l’artista provoca una relazione estetica, dunque d’amore, e amplia la capacità di vivere ai confini della libertà umana. Pascali fu infatti il più solare e contagioso esponente della Scuola romana - quel progressivo slittamento dalla Pop art verso l’arte concettuale - ma morì con la moto a 32 anni, dopo il trionfo alla Biennale di Venezia 1968 e lo scontro con gli studenti contestatori. Sì, Pascali aveva realizzato spot per Carosello, ma ci insegnò, anticipando Jurassic Park e le balene volanti sugli oceani di Fantasia 2000, che «il rilievo politico di un artista non va considerato dal suo atteggiamento ma dalla sua consistenza espressiva». L’occasione del film è il ritorno virtuale a Polignano a Mare dell’artista attraverso Cinque bachi di setola e un bozzolo, un capolavoro dell’ultimo periodo, riallestito al Museo Pascali. Le foto di Pino Musi e le riprese dell’evento, secondo il “metodo Sandro Franchina” (l’installazione conta molto), danno ossatura iconografica e senso profondo al lavoro di questo scienziato della prepotenza immaginativa.

I 400 colpi

PA
8
MC
10
RM
7
MM
6
RMO
7
GAN
7
GS
6
RS
10
media
7.6
Pino (2021)
Titolo originale: -
Regia: Walter Fasano
Genere: Documentario - Produzione: Italia - Durata: 60'

Sceneggiatura: Walter Fasano
Musiche: Nathalie Tanner
Montaggio: Walter Fasano
Fotografia: Francesco di Pierro

Pallini di FilmTv

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Roberto Silvestri

Al cinema sono transgender (da Lloyd Kaufman a Straub-Huillet passando per Claudia Weil e Jerry Lewis). Primo film visto Scaramouche, primo film perso I cavalieri della tavola rotonda. Tessera Filmstudio dal 1968. Cofondatore del Politecnico cinema nel 1974.  Critico del manifesto dal 1977 al 2012. Nato a Lecce. Studi con Garroni, Brandi, Abruzzese. Registi preferiti Bunuel e Rocha (sia Paulo che Glauber), Aldrich e Siegel. De Antonio e Grifi. Diop Mambety e Ghatak. Dorothy Arzner e Stephanie Rothman (nata a Paterson come Lou Costello), Fassbinder e Aki Kaurismaki, Russ Meyer e… Rivista di cinema preferita Velvet Light Trap/Camera Obscura. E oggi Trafic. Consigli ai giovani appassionati di cinema? Partire dai formalisti russi.

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