No Sudden Move di Steven Soderbergh - la recensione di FilmTv

La citazione

«Ognuno prende i limiti del suo campo visivo per i confini del mondo. (Arthur Schopenhauer)»

scelta da
Simone Arcagni

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Recensione pubblicata su FilmTv 42/2021

No Sudden Move


Regia di Steven Soderbergh

«Comportati come se fosse un normale lunedì» suggeriscono i tre banditi mascherati alla casalinga che hanno preso in ostaggio nella sua villetta dei sobborghi. È un normale lunedì, giorno in cui, dopo il riposo domenicale, la Detroit del 1954 riaccende i motori: siamo nel cuore dell’industria automobilistica statunitense, e quello che ogni lunedì ci si appresta a fare, a Detroit, sono i soldi. Un meccanismo momentaneamente inceppato dall’entrata in scena dei tre ceffi armati in cerca di un colpo facile, intermediari per una faccenda molto più grossa di loro: quello che sanno è solo una piccola porzione dell’intrigo di cui sono pedine, e quando la loro parte di colpaccio non va come previsto, si ritrovano a scalare goffamente le gerarchie della malavita per accedere a un malloppo più grosso, risalendo controcorrente fino al (presunto) vertice, seguendo l’odore del contante, ma senza mai davvero comprendere quale sia la posta in gioco. Certo, No Sudden Move è un intrigo, un puzzle (al copione Ed Solomon, già autore con Soderbergh di Mosaic) di cui anche lo spettatore fatica a mettere insieme i pezzi; un altro elegante, esaltante film di rapina firmato da un regista (e montatore, e direttore della fotografia, come di consueto) che fa grande cinema anche quando gira tv movie (dopo Lasciali parlare, questo è il suo secondo titolo realizzato per la piattaforma streaming HBO Max), e interpretato da una manciata di attori nessuno meno che perfetto (dagli scagnozzi Don Cheadle e Benicio del Toro al ritrovato, massiccio Brendan Fraser; dal boss Ray Liotta alle svelte, esasperate, tutt’altro che comprimarie mogli Amy Seimetz e Julia Fox). Ma è pure, come gran parte della filmografia di Soderbergh, il ritratto lucidissimo e impietoso di un sistema, quello capitalistico, e degli individui che contro la sua inamovibile solidità vanno a sbattere (vale per le sue satire scoperte, alla Panama Papers, come per i suoi heist movie); dietro il sapiente e godibile gioco di valigette e banconote che si spostano di mano in mano c’è la Detroit che cambia forma ed erode i quartieri afroamericani per fare spazio alla middle class e alle autostrade, e quello che credevamo essere un divertito MacGuffin (una cartellina contenente documenti) si rivela racchiudere il senso del film e il ruolo delle “Big Four” (le quattro maggiori aziende automobilistiche statunitensi) nel ridisegnare lo spazio urbano in nome del profitto. Inscatolati in grandangoli che deformano i personaggi schiacciandoli sotto soffitti sempre visibili (Soderbergh ha usato lenti anamorfiche d’epoca che esasperano la distorsione laterale dell’immagine) o all’interno delle automobili la cui fabbricazione è a monte di tutto l’intrigo, i protagonisti del film non hanno letteralmente lo spazio per fare mosse improvvise: in una delle scene più memorabili, il bigio impiegato della General Motors David Harbour è costretto suo malgrado ad aggredire il proprio capo, e mentre lo prende a pugni dichiara frignando «mi dispiace, io amo il mio lavoro». E quando tutto questo sarà finito, sarà solo martedì: la settimana lavorativa è appena cominciata.

I 400 colpi

PMB
8
SE
9
IF
8
MM
8
RMO
7
LP
6
GS
9
FT
8
media
7.9
No Sudden Move (2021)
Titolo originale: No Sudden Move
Regia: Steven Soderbergh
Genere: Gangster - Produzione: Usa - Durata: 115'
Cast: Don Cheadle, Benicio del Toro, David Harbour, Jon Hamm, Amy Seimetz, Ray Liotta, Brendan Fraser
Sceneggiatura: Ed Solomon

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Ilaria Feole

Ilaria Feole è nata nell’anno di Il grande freddo, Il ritorno dello Jedi e Monty Python – Il senso della vita e tutto quello che sa l’ha imparato da questi tre film. Scrive di cinema e televisione per Film Tv e  Spietati.it. È autrice della monografia Wes Anderson - Genitori, figli e altri animali edita da Bietti Heterotopia.

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