Dovlatov - I libri invisibili di Aleksey German - la recensione di FilmTv

La citazione

«Se una rana avesse le ali non sbatterebbe tante volte il culo per terra (John McCabe)»

scelta da
Emanuela Martini

cinerama
10342
servizi
4977
cineteca
3682
opinionisti
2466
serialminds
1275
locandine
1159
scanners
534
Recensione pubblicata su FilmTv 44/2021

Dovlatov


Regia di Aleksey German

L’ironia come metafora discendente. «Le sue pupille son stelle» è metafora ascendente. Ma se «le sue pupille son padelle»? L’ironia come arma di combattimento letterario fu utilizzata da Sergej Dovlatov per sgonfiare il mondo brezneviano e l’America reaganiana e dei fuoriusciti russi fascistoidi. Ma qui siamo prima dell’esilio, a Leningrado, novembre 1971. Mentre si festeggia l’Ottobre, German Jr. e Yulia Tupinika (cosceneggiatrice) seguono con delicatezza di scrittura e affettuosi movimenti di macchina (Orso d’argento Berlinale 2018) una settimana di vita “beat” adornata di luce gassosa e cool jazz, tra dolori e gioie, vodka e assoli di sax, passeggiate, party e litigate colte, noia e paranoia, di uno dei più grandi, “stilosi” e divertenti narratori russi (anzi estone, metà armeno e metà ebreo) del Novecento. Separato dalla moglie, incapace di finire un romanzo su cose vere in un paese congelato, amico di Brodskij, Dovlatov (il serbo Milan Maric) cerca 25 rubli per regalare una bambola alla figlia. Ma gli amici artisti sono squattrinati quanto lui o probabili suicidi e l’unico che maneggia il mercato nero, un pittore, pizzicato perché smercia jeans e Pink Floyd, muore tragicamente. Dovlatov non fa compromessi, lo cacciano dal giornale perché rifiuta di scrivere falsità sul “glorioso avvenire socialista”, e manda a quel paese chi vuol costringerlo alla prostituzione artistica. Come il nonno e il papà, German Jr. rende omaggio all’indipendenza intellettuale come atto eroico, in un mondo stagnante, terrorizzato dai fuori norma. Morto a 48 anni nel 1990 in esilio a New York, Dovlatov lì pubblicò finalmente i suoi 12 romanzi. Divenne il Cechov della modernità.

I 400 colpi

MC
8
IF
7
MG
7
RM
7
EM
8
FM
7
RMO
7
GAN
7
LP
8
GS
7
RS
9
FT
7
media
7.4
Dovlatov (2018)
Titolo originale: Dovlatov
Regia: Aleksey German
Genere: Biografico - Produzione: Russia/Polonia/Serbia - Durata: 126'
Cast: Milan Maric, Danila Kozlovskiy, Helena Sujecka, Eva Gerr
Sceneggiatura: Aleksey German Jr., Yulia Tupikina

Pallini di FilmTv

Humour
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo

Vuoi vedere il film in streaming?


Articoli consigliati


Dovlatov» Cinerama (n° B0/2018)

Roberto Silvestri

Al cinema sono transgender (da Lloyd Kaufman a Straub-Huillet passando per Claudia Weil e Jerry Lewis). Primo film visto Scaramouche, primo film perso I cavalieri della tavola rotonda. Tessera Filmstudio dal 1968. Cofondatore del Politecnico cinema nel 1974.  Critico del manifesto dal 1977 al 2012. Nato a Lecce. Studi con Garroni, Brandi, Abruzzese. Registi preferiti Bunuel e Rocha (sia Paulo che Glauber), Aldrich e Siegel. De Antonio e Grifi. Diop Mambety e Ghatak. Dorothy Arzner e Stephanie Rothman (nata a Paterson come Lou Costello), Fassbinder e Aki Kaurismaki, Russ Meyer e… Rivista di cinema preferita Velvet Light Trap/Camera Obscura. E oggi Trafic. Consigli ai giovani appassionati di cinema? Partire dai formalisti russi.

FilmTv.Press è una pubblicazione di Tiche Italia s.r.l. - p.iva 05037430963 - Registrazione Tribunale di Milano n° 109 del 6 maggio 2019
Credits - Contatti - Supporto tecnico
Privacy Policy