The French Dispatch di Wes Anderson - la recensione di FilmTv

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«E questo è quanto (Casinò - Martin Scorsese)»

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Recensione pubblicata su FilmTv 45/2021

The French Dispatch


Regia di Wes Anderson

C’era una volta Max Fischer, che in Rushmore scarabocchiava la Tour Eiffel sul quaderno, ascoltava Yves Montand e sfoderava baschetti e «c’est la vie»: la Francia di Ennui-sur-Blasé, immaginaria località sede del “French Dispatch”, è sempre quella vera come la finzione che i personaggi di Wes Anderson sognano dall’inizio della sua filmografia. Una patria putativa inconoscibile, un patchwork di suggestioni, pregiudizi e cartoline, filtrato, come tutta la geografia del regista texano, dall’immaginario: non solo cinematografico (e qui si spazia da Tati a Godard a Clouzot), ma anche fumettistico (Hergé) e soprattutto sfogliabile, perché il film, che ha come perno l’eccentrica redazione francese di una rivista originaria del Kansas, è anche l’omaggio definitivo di Anderson a uno dei suoi punti di riferimento sempiterni, il “New Yorker”, con la sua eleganza tipografica e le sue illustrazioni. Un film a episodi (l’ispirazione dichiarata è L’oro di Napoli), uno per ciascun articolo firmato da uno dei reporter-flâneur del “French Dispatch”: la storia di un detenuto trasformato in stella delle gallerie d’arte (trama in parte ripescata da un vecchio progetto di Anderson, The Rosenthaler Suite); una manifesto rivisto & corretto delle contestazioni sessantottine; l’avventura poliziesca di un critico gastronomico. Americani come lo sguardo del regista, i giornalisti del “Dispatch” guardano l’Europa, la sua cultura, il suo cibo senza realmente capirli, senza riuscire a conoscerli, travisandoli, anzi, con furia narrativa ora gioiosa, ora quasi mortifera. Il più cerebrale lavoro di Anderson porta a compimento il suo discorso, ormai lungo dieci film, sulle immagini mediate e sull’incapacità della sua generazione (e di quelle a seguire) di toccare il mondo con mano, di esperirlo senza che un bagaglio di già visto-già letto si sovrapponga all’immediatezza del reale. Ennui è l’ennesimo plastico a grandezza reale, un mondo chiuso, iperdettagliato e tanto maniacalmente realistico quanto avulso dalla realtà. E dalla Storia: Juliette e Zeffirelli, rivali e poi amanti durante la rivoluzione studentesca che colloca a Ennui il Maggio francese, sono la versione cresciuta di Susy e Sam di Moonrise Kingdom, che si svolgeva nel 1965 e anticipava le contestazioni, e per Anderson il Sessantotto è un luogo impastato di Godard e Gauloises, svuotato di senso politico, davanti al quale dichiara, con mestizia (è questo il suo film meno allegro, meno vitale, più raggelato in statici tableau vivant) e sincerità, la sua resa. Solo un altro album illustrato da sfogliare, un museo di curiosità da visitare, una Wunderkammer dove la Storia si fa attrazione, come accadeva nella mostra Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori da Anderson curata; quel che resta è raccontarla, metterla in bella forma, impaginarla, per poter abitare, con disperato conforto, almeno quel modello in scala, quella storia minuscola di cui si ha il controllo. In quadri affollati di divicartoon (corpi attoriali ormai mossi come pupazzi in stop motion) e di caratteri tipografici (è un film da leggere, non leggero), i giornalisti-alter ego del regista fanno quello che da sempre fa lui: fare dello stile (che è estasi e resa) sostanza.

I 400 colpi

PA
5
PMB
6
FDM
9
SE
8
IF
8
RM
8
MM
8
EM
8
FM
2
RMO
7
GAN
7
LP
8
GS
8
media
6.9
The French Dispatch (2021)
Titolo originale: The French Dispatch of the Liberty, Kansas Evening Sun
Regia: Wes Anderson
Genere: Commedia - Produzione: Usa/Germania - Durata: 103'
Cast: Benicio Del Toro, Tilda Swinton, Léa Seydoux, Frances McDormand, Timothée Chalamet, Jeffrey Wright
Sceneggiatura: Wes Anderson

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Ilaria Feole

Ilaria Feole è nata nell’anno di Il grande freddo, Il ritorno dello Jedi e Monty Python – Il senso della vita e tutto quello che sa l’ha imparato da questi tre film. Scrive di cinema e televisione per Film Tv e  Spietati.it. È autrice della monografia Wes Anderson - Genitori, figli e altri animali edita da Bietti Heterotopia.

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