Ai confini del male di Vincenzo Alfieri - la recensione di FilmTv

La citazione

«Scrivere è anche non parlare (Marguerite Duras)»

scelta da
Marianna Cappi

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Recensione pubblicata su FilmTv 45/2021

Ai confini del male


Regia di Vincenzo Alfieri

Prisoners, Seven, True Detective... I modelli che cita Alfieri per il suo thriller Sky Original, adattato con tante libertà dal romanzo Il confine di Giorgio Glaviano (anche co-sceneggiatore), farebbero tremare le ginocchia a chiunque. Però, gli va dato atto, s’intravedono tra le righe, magari a patto di includervi pure, più vicino a noi, Donato Carrisi con il suo La ragazza nella nebbia. Ed è sempre apprezzabile la volontà di tentare un cinema di genere plausibile anche per la distribuzione internazionale, spalleggiato produttivamente dal gruppo Lucisano, come già nell’esordio con la commedia supereroica I peggiori e poi, molto più convincente, nel noir di rapina Gli uomini d’oro. La caccia all’elusivo e misterioso Orco in un Lazio fosco e lacustre (forse la cosa migliore del film, quasi un gotico rurale profondo degno dei romanzi di Eraldo Baldini), tornato dopo dieci anni a rapire un paio di ragazzi a un rave, mette a confronto due carabinieri agli antipodi per rispettabilità sociale ed etica professionale, l’uno provato dalla vita e sull’orlo del crollo psichico (Pesce ormai abbonato al ruolo) e l’altro tutto d’un pezzo, ma non meno in crisi, oltretutto padre di una delle vittime (Popolizio). Ci sono in abbondanza tutti gli ingredienti attesi (la provincia molle e ipocrita, il perbenismo di facciata, vizietti piccoli e grandi) e pure qualche caduta nel ridicolo involontario. Alfieri, anche montatore, non si risparmia scelte audaci nell’impaginazione visiva, ma rischia di confondere e di finire nell’autoparodia. Un’occasione perduta, dove ognuno, a cominciare dai protagonisti, strafà, soprattutto nella spirale finale di colpi di scena, non tutti irreprensibili.

Ai confini del male (2021)
Titolo originale: -
Regia: Vincenzo Alfieri
Genere: Thriller - Produzione: Italia - Durata: 101'
Cast: Edoardo Pesce, Massimo Popolizio, Roberta Caronia, Chiara Bassermann
Sceneggiatura: V. Alfieri, F. Battelli, G. Glaviano

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Rocco Moccagatta

Studiava giurisprudenza, ma andava più spesso al cinema di quanto avrebbe dovuto. D'altronde il padre l'ha portato per anni al cinema ogni sabato. Di cosa potrebbe dunque lamentarsi? Dopo l'università, fa la cosa giusta e comincia a occuparsi davvero di film, persino professionalmente. Oggi lo insegna pure, il cinema, in IULM e in altre università del regno, soprattutto il cinema classico e il cinema dei generi popolari, la sua passione da sempre. Per campare guarda anche molta televisione, visto che lavora come scenarista e analista dei media presso la factory di media research Neopsis (non si pronuncia Neopsais, eh...). Ha scritto e scrive da tante parti, da Duel/Duellanti a Marla, da Ottoemezzo a L'officiel Homme. Nel tempo, ha scoperto che gli piace molto il cinema italiano di ieri e di oggi e che si può non vergognarsene. Il riconoscimento più prezioso è stato essere ribattezzato "Giancarlo Cianfrusaglie" da Maccio Capatonda.

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